Italiani all’estero, Appello contro chiusura sedi Rai nel mondo

“Non possiamo accettare che la Rai decida di ridurre drasticamente gli uffici di corrispondenza e addirittura di chiudere le sedi di Nairobi, Beirut, Istanbul, Nuova Delhi, Buenos Aires, Mosca e il canale Rai Med. Questo progetto è profondamente contrario agli interessi dell’Italia e degli italiani che devono essere messi nelle condizioni di affrontare da protagonisti le grandi sfide del nostro tempo”. È giunto sulle scrivanie del presidente e del direttore della Rai, nonché dei membri del CdA dell’azienda pubblica, un nuovo ed “urgente” appello firmato da tantissime associazioni di varia natura e da altrettante singole personalità che insieme chiedono innanzitutto di non chiudere le sedi rai all’estero, ma anche “più informazione di qualità dal mondo e sul mondo, meno gossip e più attenzione alle persone e ai popoli”.
 
Tra i firmatari dell’appello – impossibile riportarli qui tutti – vi sono Flavio Lotti, coordinatore nazionale Tavola della pace, padre Carmine Curci, direttore Misna, Franco Siddi, segretario nazionale FNSI, le Acli e la loro Federazione Internazionale, la Focsiv, Medici Senza Frontiere, Cisl, Cgil e Link – Coordinamento Nazionale Universitario.
 
Nel testo del nuovo appello alla tv di Stato, si chiede “al contrario” di puntare su “una maggiore apertura internazionale della Rai che ci deve aiutare a capire in tempo reale quello che accade nel mondo, costruendo ponti fra le culture e le civiltà e diffondendo la cultura della pace, del dialogo, della cooperazione e dell’integrazione”.
 
“Le sedi di corrispondenza della Rai non sono uno spreco, ma un investimento strategico per il nostro Paese”, si legge ancora nell’appello. “Non vanno chiuse ma sostenute da nuovi spazi nei palinsesti quotidiani capaci di portare in primo piano la vita delle persone e dei popoli”.
 
“Con questo spirito”, dunque, i firmatari tornano “a chiedere una struttura editoriale per i diritti umani, il rilancio di Rai Med e il rafforzamento di RaiNews24, che deve essere finalmente messa nelle condizioni tecniche di fornire il servizio “all-news” al quale è stata preposta. Per illustrare le ragioni e le proposte del nostro appello chiediamo infine un incontro urgente con il direttore generale della Rai”.

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