Italiani all’estero, Aldo Di Biagio fuori dal Parlamento: “Travolto dalla deriva populista”

L’ormai ex senatore: “Un sentito di ringraziamento a quanti, con passione e fiducia, mi hanno voluto sostenere e a chi ho coinvolto in questa esperienza come candidato nella nostra lista”

Aldo Di Biagio

“Cari amici, a poche ore dall’evidenza degli esiti elettorali che per quanto riguarda la mia persona non hanno purtroppo condotto ad una conferma del mandato parlamentare, voglio rivolgere un messaggio sincero e sentito di ringraziamento a quanti, con passione e fiducia, mi hanno voluto sostenere e a chi ho coinvolto in questa esperienza come candidato nella nostra lista: una lista che si configurava come un percorso difficile e che probabilmente non ha avuto la capacità di essere pienamente compresa”. Così in un post su Facebook Aldo Di Biagio, ormai ex senatore della Repubblica Italiana.

“In dieci anni di attività parlamentare – prosegue – ho sempre seguito la mia coscienza e non mi sono mai tirato indietro dinanzi a nulla, per questo ho voluto portare avanti questo progetto, credendoci e impegnandomi, in piena coerenza con la mia esperienza umana e politica, anche se questo voleva dire imboccare la strada più complicata sicuramente non quella di comodo. Sotto il profilo dei valori e del mio percorso politico la mia morale non mi consentiva altre scelte se non quella fatta”.

“Pensavo che questa mia candidatura potesse essere necessaria ed opportuna anche nella prospettiva di offrire un argine contro le derive del populismo, offrendomi come un’alternativa credibile.

Ma così non è stato: sono stato travolto da quella stessa ondata che credevo potesse essere arginata, ed i dati purtroppo testimoniano come in queste elezioni abbiano avuto la meglio i voti di pancia a discapito delle persone, delle esperienze e della credibilità di queste”.

“Probabilmente sono stato un sognatore – prosegue Di Biagio -, forse ho anche un po’ peccato di presunzione credendo di poter essere riferimento per un elettorato, perché i fatti hanno rivelato tutt’altro trend di cui prendo contezza, assumendomene le responsabilità anche per non aver colto un’evoluzione sociale, politica ed identitaria che ha travolto anche le nostre comunità all’estero e di conseguenza non ho avuto gli strumenti e l’opportunità per intercettare quei malumori che poi hanno dato vita ad una vera e propria ondata di voto di protesta.

Ho sempre creduto, facendomene garante, in una buona politica al servizio del Paese, fatta di serietà e di azioni concrete, ed in questa prospettiva nessun politico è insostituibile ed è per questo che sono convinto che con la chiusura di questa mia esperienza si chiuda una fase, una stagione, nella speranza di aver lasciato qualcosa di buono in chi ho avuto il piacere e l’onore di incrociare lungo il mio cammino.

Non intendo trovare capri espiatori o incolpare nessuno di questa triste chiusura della mia esperienza parlamentare, anzi, voglio abbracciare tutti quelli che invece mi sono stati e tutt’ora sono al mio fianco, poiché anche le criticità che si incontrano lungo il proprio cammino sono delle preziose risorse ed opportunità a cui guardare con fiducia e la mia storia personale, fatta di cadute e di rapide rialzate, sempre a testa alta – conclude – e certo delle mie convinte scelte, è la prova evidente di tutto questo”.

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