Italiani all’estero, a Youdem dibattito su Legge per i diritti sindacali dei contrattisti Mae (VIDEO)

Si è parlato di diritti sindacali per i lavoratori del ministero degli Esteri nella puntata di oggi di “Linea Mondo – Italiani nel mondo chiamano Roma” dal titolo “Approvata legge sui diritti sindacali. I lavoratori sono uguali anche all’estero” su Youdem. Ospiti della trasmissione il senatore del Pdl Alfredo Mantica, il coordinatore del sindacato Confsal Unsa Svizzera, Sergio Pitton, e il deputato del Pd eletto all’estero Marco Fedi firmatario della legge, approvata di recente in Parlamento, che modifica il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di diritti e prerogative sindacali di particolari categorie di personale del ministero degli Esteri. In sostanza, spiega Fedi, la legge ha “l’esclusivo obiettivo di dare ai lavoratori all’estero la possibilità di eleggere le rappresentanze sindacali”. Quindi, oltre al personale di ruolo, anche i contrattisti del ministero degli Esteri potranno partecipare, tra cinque anni, alle prossime elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie.

Prima dell’approvazione della legge solo i destinatari del contratto collettivo nazionale di lavoro potevano parteciparvi, escludendo “dal diritto di voto – si legge nel testo della legge – gli impiegati in possesso di un contratto regolato dalla legge locale”. “Con questa legge – spiega Fedi – anche il personale a contratto, regolato dalla legge locale, avrà il diritto di partecipare attivamente e passivamente all’elezione dei propri rappresentanti sul posto di lavoro”, garantendo così “più partecipazione, più democrazia, più sindacato”. Questi lavoratori “dovranno attendere cinque anni per eleggere sindacati e i contrattisti potranno eleggere chiunque” e ora, aggiunge il deputato democratico, “la partita passa nelle mani dei sindacati”.

Di opinione opposta il senatore del Pdl Alfredo Mantica secondo cui non ha senso una “rappresentanza sindacale in Italia di persone che vivono all’estero e che hanno contratti locali” spesso “molto diversi tra loro a seconda del Paese in cui vivono e lavorano”. Si tratta, insiste l’ex sottosegretario agli Esteri con delega per gli italiani nel mondo, di “persone inserite nella struttura con contratti diversi” e i cui “diritti sindacali sono quelli del Paese in cui lavorano” e che “il codice italiano non riconosce”. Quando serve, aggiunge Mantica, anche “i sindacati locali si muovono” a favore dei lavoratori.

Secondo il coordinatore sindacale Sergio Pitton, favorevole alla legge Fedi, la questione riguarda innanzitutto il piano di principio: “Non si comprende perché – dice Pitton – persone che lavorano per la Repubblica italiana non dovrebbero avere tutti gli stessi diritti”. Ma c’è anche il piano della sostanza: “È vero che in certi Paesi ci sono regolamentazioni chiare e istituzioni a cui rivolgersi, ma – aggiunge Pitton – ci sono Paesi in cui la situazione è più articolata”.

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