Italiani all’estero, A Razzi (PT) e Caselli (PdL) Di Biagio (Fli) dice no – di Ricky Filosa

Ieri a Roma c’è stato un incontro fra gli eletti all’estero. C’erano quasi tutti i parlamentari rappresentanti degli italiani nel mondo, riuniti – ci hanno spiegato – per riprendere insieme le tematiche che sono da tempo in discussione.

Ieri su ItaliaChiamItalia abbiamo raccolto le dichiarazioni di alcuni dei presenti, secondo i quali – in linea di massima – si è trattato di una riunione "positiva", di un "ottimo incontro", da ripetere ancora. Unica voce fuori dal coro è stata quella dell’On. Aldo Di Biagio, Fli, che non ha partecipato al pranzo promosso dall’On. Amato Berardi in un noto ristorante romano.  

Di Biagio, fra le altre cose, ha spiegato al nostro quotidiano online che il fatto che l’invito all’incontro sia arrivato dal PdL, un partito che fino a ieri ha ignorato i connazionali residenti oltre confine, è quanto meno bizzarro.

Da parte nostra, come osservatori, ma anche come cittadini italiani residenti all’estero, riteniamo che incontrarsi per sviscerare le problematiche del settore sia di per sè una buona iniziativa, ma che sia arrivata molto, troppo tardi. E il fatto che fra coloro che erano seduti al tavolo ci fosse anche chi pensa che i deputati si facciano solo i cazzi propri (vedi il caso di Antonio Razzi) toglie alla riunione legittimazione e credibilità. Fra i parlamentari presenti c’era anche chi in Parlamento ha votato più volte contro gli interessi degli italiani residenti nei cinque continenti. Piccoli dettagli…

Alla guida del PdL nel Mondo c’ e’ poi  una persona – il Sen. Juan Esteban Caselli – che di italiani nel mondo ci capisce poco o niente, una persona poco considerata nel partito, a cui sono state fatte promesse non mantenute. E lui è ancora lì, dopo essersi fatto prendere in giro dai vertici di via dell’Umiltà, e resta zitto perchè ha avuto il contentino di essere stato nominato consigliere di Silvio Berlusconi per gli italiani nel mondo. Solo che ora Berlusconi non è più premier, e quindi questo ruolo di consigliere vale zero. Lo stesso di quanto valesse prima, del resto, ma a certe persone evidentemente le medagliette di cartone piacciono molto.

Ma lasciando perdere questi aspetti, ci sorprende il fatto che ancora questi parlamentari stiano pensando a come potere ottenere soldi dallo Stato, invece di pensare a come produrne. Perchè non si concentrano su quali iniziative intraprendere per produrre risorse per l’Italia e per le comunità italiane nel mondo, senza dover gravare per forza sulle casse dello Stato?

Prendiamo per esempio i contributi all’editoria: quando si deciderà la politica a mettere le mani ai meccanismi che li regolano? Come mai ci sono centinaia di periodici italiani all’estero che succhiano soldi allo Stato, e che in realtà spesso non esistono neppure? Periodici dove non esistono veri giornalisti? Giornali che esistono solo nella mente e per le tasche dei rispettivi editori? Oggi su questo tema interviene anche Gente d’Italia, il quotidiano di Mimmo Porpiglia, che fra le altre cose scrive: "Ben vengano quindi le ispezioni ed i controlli: dove il periodico si stampa (il più delle volte non esiste nella gerenza nè il nome della tipografia, nè la strada della città in cui è ubicata), dove e come viene diffuso, gli assegni o i versamenti bancari che testimoniano l’avvenuto pagamento". Vale la pena di approfondire tutti questi aspetti. E i carrozzoni all’estero, come gli Istituti di cultura? Quando ci metteranno le mani?

Insomma, c’è tanto su cui poter tagliare, altro che Rai Internazionale. Per esempio, abbiamo visto nei giorni scorsi come siano obiettivamente esagerati gli stipendi di certi diplomatici italiani e di alcuni funzionari italiani all’estero. E ci sarebbe tanto su cui puntare, per produrre denaro fresco invece che chiederne agli italiani. Forse è per questo che Di Biagio ha deciso di non partecipare all’incontro: perchè già sapeva che si sarebbe seguito il vecchio approccio tanto caro ai partiti della spesa. Parlare di soldi non è più tempo. Altre sono le cose su cui puntare. Lo capiranno i nostri? Forse è tardi. Anche perchè il governo del professore bocconiano è sempre più in bilico e potrebbe cadere da un momento all’altro. E sarà altro giro e altra corsa, altra campagna elettorale. E allora sì che ci sarà da divertirsi.

ricky@italiachiamaitalia.com

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