Italiani all’estero, a Padova dal 4 al 6 ottobre la Consulta dei Veneti nel mondo

Si tratta di circa cinque milioni di emigrati e discendenti di emigrati che oggi vivono e lavorano in America Latina, Stati Uniti, Canada, Australia…

Si riunirà a Padova, a palazzo Santo Stefano, dal 4 al 6 ottobre, la Consulta dei Veneti nel mondo, ovvero il ‘parlamentino’ dei 126 circoli di ‘veneti nel mondo’, disseminati in 18 stati di quattro diversi continenti.

Si tratta di circa cinque milioni di emigrati e discendenti di emigrati che oggi vivono e lavorano in America Latina, Stati Uniti, Canada, Australia, Sud Africa, a nord delle Alpi, e che non hanno dimenticato lingua, tradizioni, cultura, identita’ veneta.

In contemporanea alla Consulta, a Palazzo Santo Stefano si riuniranno anche i giovani veneti e i giovani oriundi veneti residenti all’estero per il meeting annuale collegato alla Consulta.

I lavori di Consulta e meeting si concluderanno sabato 6 ottobre con la presentazione del documento finale che fara’ sintesi del contributo e delle proposte dei veneti nel mondo e dei giovani oriundi al prossimo piano triennale per le politiche migratorie 2019-21.

L’assessore regionale ai flussi migratori Manuela Lanzarin, che presiede la Consulta dei veneti nel mondo, sottolinea: “Dall’Unita’ di Italia a oggi sono piu’ di 25 milioni gli italiani emigrati e un quinto erano veneti. Non ci sono state solo le rimesse economiche degli emigranti, che hanno contribuito a sostenere lo sviluppo e la crescita economica del nostro Veneto, ma dai paesi di emigrazione sono arrivate rimesse morali, culturali e sociali non meno importanti di quelle economiche”.

Per questi motivi “la Regione Veneto si e’ data una legge, quindici anni fa, che ha istituzionalizzato i rapporti con le comunita’ dei veneti nel mondo chiedendone il coinvolgimento attivo nella definizione dei piani triennali e dei programmi annuali delle politiche regionali per iniziative di scambio, sostegno e relazione. C’e’ una circolarita’ di cervelli, talenti e culture tra il Veneto di oggi e l’altro Veneto’ che rappresenta un patrimonio di energie, esperienze, saperi e tradizioni al quale non possiamo e non vogliamo rinunciare”.