Italiani all’estero, a che serve l’Istituto italiano di cultura in Svizzzera? – di Maurizio Raviola

Enorme successo ha riscosso domenica  06 maggio  u.s. lo spettacolo teatrale "Uomo e Galantuomo"  di Edoardo De Filippo, rappresentato dagli studenti del Liceo "Vermigli" di Zurigo.
L’evento è stato organizzato dal Circolo culturale "Sandro Pertini" di Dietikon, nella sala del Centro Parrocchiale St. Agatha.

I presenti hanno potuto seguire una rappresentazione emozionante e coinvolgente che questi giovani attori hanno saputo presentare con talento, spigliatezza e soprattutto vivacità , brio e capacità espressive.

La lingua parlata era quella napoletana, ricca di sfumature e di espressioni tipiche, ma al cuore degli spettatori, coinvolti e travolti dall’entusiasmo, giungeva un soffio caldo di italianità.

Tutti gli spettatori si sono sentiti parte di una lingua, di una cultura che tutti ci unisce e di cui ci sentiamo parte integrante.

Grazie, ancora, ragazzi per averci fatto respirare un momento di italianità, attraverso la lingua napoletana.

Un grazie altrettanto forte va al Circolo culturale "Sandro Pertini"  di Dietikon che da moltissimi anni organizza queste manifestazioni culturali di altissimo spessore, come il concerto di musica classica del 21 aprile scorso a cui hanno assistito circa 300 persone, delle quali il 70% erano svizzeri.

A questo punto c’è da chiedersi a cosa serve avere un Istituto italiano di cultura in Svizzera, con sede a Zurigo, quando non riesce a  organizzare eventi che coinvolgano la comunità italiana  e svizzera e cerchino di avvicinare, soprattutto, i giovani, come è stato invece il caso  nella rappresentazione della commedia "Uomo e Galantuomo". Possiamo dire che è stato uno spettacolo nello spettacolo vedere così tanti giovani italiani a teatro.

Ma questo non dovrebbe essere uno dei compiti dell’Istituto italiano di cultura? Oppure  il suddetto Istituto ha delegato al Circolo culturale "Sandro Pertini"  il compito di diffusione  della lingua e della  cultura italiana in Svizzera? A questo punto c’è da chiedersi, anche, cosa  fanno gli organi di controllo come il Comites e lo stesso Consolato se non vigilano sull’operato del suddetto Istituto? Tutte domande che mi sono venute in mente dopo aver assistito a questa stupenda rappresentazione teatrale.

Scusatemi se ho aperto questa parentesi polemica, ma credo sia utile a sottolineare che, in un  momento di grave difficoltà economica, lo Stato italiano non può permettersi di mantenere in vita,  nel mondo,  Istituti o Enti non all’altezza del loro compito.

Concludo, invitando sia gli studenti del Liceo Vermigli sia il Circolo culturale "Sandro Pertini"  a continuare a regalarci altri momenti stupendi della nostra cultura italiana.

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