Italiani all’estero, Romagnoli (PdL) a ItaliaChiamaItalia: ‘Schifani mi vuole al Senato’ – di Barbara Laurenzi

Roma – Da Capo d’Orlando al Senato. Il passo è breve per Massimo Romagnoli, esponente del PdL e presidente del Movimento delle Libertà, che, a colloquio con ItaliaChiamaItalia, racconta come coniugare la passione per lo sport, il legame con la propria terra e i programmi in vista delle prossime elezioni.

Romagnoli, lei è diventato presidente dell’Orlandina Calcio. Passione per lo sport o vena imprenditoriale?

 "La squadra che ho acquisito è in piedi dal lontano 1951 e ho deciso di buttarmi in questa avventura spinto dalla forte passione che nutro verso lo sport".

I politici e i partiti dovrebbero ispirarsi allo spirito di squadra degli sportivi?

 "Più che lo spirito di squadra, è stato il bisogno di rendermi utile ad avvicinarmi all’idea di questo acquisto. Ho sempre voluto fare qualcosa per il paese che mi ha visto nascere, Capo d’Orlando, e ho pensato che fosse opportuno aiutare i giovani attraverso lo sport, soprattutto dopo aver notato la differenza tra come eravamo noi e come sono i giovani di oggi".

Lei è giovane, non vorrà già dirci che “i tempi non sono più quelli di una volta”…

"La verità è che ai miei tempi avevamo la testa a posto e stavamo in giro senza problemi, ora invece c’è molta delinquenza. Sono tornato dopo vent’anni ed ho trovato il paese trasformato, tutto è cambiato totalmente, i ragazzi fumano non solo sigarette e ci sono più pericoli".

Lo sport come antidoto?

"Esatto, ho visto che i giovani non frequentavano lo sport e ho deciso di farli interessare per far sì che si allontanassero dalle cattive abitudini. Sono onorato di questo impegno e cerco di portarlo avanti dando soddisfazioni agli appassionati di calcio".

La sua teoria sta riscuotendo successo?

"Certamente, già abbiamo 140 iscrizioni alla scuola calcio. Abbiamo sempre detto di puntare sui giovani, ma tanta gente fa conferenze e fotografie sull’argomento, persone ricevono premi ma poi non fanno nulla; bisogna rimboccarsi le maniche per cambiare qualcosa".

Da mesi il governo sembra sul punto di cadere. Nell’eventualità che non arrivasse al 2013, lei è pronto a ricandidarsi?

"Certo che mi ricandido, il mio interesse per Capo d’Orlando non mi tiene lontano dalla politica nazionale. Ho sempre mantenuto il rapporto con il mio elettorato anche da non eletto".

È pronto a candidarsi nuovamente per la Camera o, stavolta, per il Senato?

"Schifani mi ha invitato a pensare a una mia candidatura al Senato, ma non sarò io a decidere. Sono gli organi di partito a dire chi saranno i candidati e saranno loro a immaginare eventuali candidature al Senato o alla Camera".

Secondo lei a che cosa è dovuta la richiesta di Schifani?

"Con Schifani e Alfano c’è una lunga amicizia, con loro stiamo valutando cosa fare per l’estero, loro mi hanno chiesto quali siano le mie intenzioni e io ho risposto che sono a disposizione del partito in qualsiasi veste loro credano che io possa essere utile".

Quindi nella veste di senatore?

"Non nascondo che, dopo l’esperienza alla Camera, mi piacerebbe rendermi utile al Senato; colgo l’invito di Schifani a volermi candidare, ma sottolineo che è prematuro, alle elezioni del 2013".

I tempi saranno prematuri, ma Schifani e Alfano sembrano già pensare al dopo…

"Loro appartengono a una corrente importante dentro il Pdl, alla quale sono legato anche io ed ogni volta in cui mi hanno chiamato sono stato disponibile anche se ora non sono in carica, così si è fortificata la nostra collaborazione".
 
Ma per quale motivo le hanno proposto proprio il Senato?

"Perché il Senato è una camera molto delicata per cui il partito ha bisogno di persone fidate".

Che cosa intende per delicata?

"Intendo che non si può rischiare che ci siano persone pronte a cambiare bandiera per una poltrona o individui che siano in grado di ricattare".

Alfano si sta dimostrando più sensibile di Berlusconi alla tematica estera?

"Alfano ha un approccio diverso, non è paragonabile a quello del premier o di altri. Lui ha una sua politica, per lui è importante la base, è importante che si cominci a curarla e all’interno di essa colloca anche gli italiani residenti all’estero. Sarà questa base poi ad aiutare il partito".

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