Italiani all’estero, nei prossimi mesi si gioca il futuro degli italiani nel mondo – di Emanuele Esposito

Ho apprezzato molto l’articolo di Giampiero Pallotta della settimana scorsa sulle pagine di ItaliachiamaItalia sul discorso dei Comites e CGIE: sono dei carrozzoni, che magari costa anche relativamente poco, ma che in ogni caso mi sembrano inutili. Io che sono un italiano residente all’estero da dieci anni non ho mai capito a cosa servano e che servizi garantiscono, a mio modesto parere vanno eliminati. Abbiamo i consolati che possiamo potenziare, abbiamo i parlamentari esteri a cui possiamo dare maggiore responsabilità.

Nei prossimi mesi vedremo cosa succederà. Dovranno uscire allo scoperto tutti i partiti che intendono correre alle prossime elezioni politiche: dovranno spiegare cosa ne pensano di questi enti e dei parlamentari eletti all’estero. Sappiamo già che la Lega, per esempio, è per l’eliminazione del circoscrizione estera, e anche il PDL mi è apparso in parte essere sulla stessa linea, anche perché sa benissimo che all’estero prenderà una bella batosta: ad oggi non c’e un coordinamento politico mondiale, e questa la dice lunga.

Per quanto riguarda il PD tutto dipenderà dalle alleanze che Roma deciderà, ma non credo che avrà problemi a raccogliere i voti: ci penseranno i patronati, altre agenzie di affari per pochi.

La verità assoluta è che gli italiani nel mondo non interessano a nessuno, per questo ancora una volta chiedo a voce alta a tutti i giovani italiani nel mondo di farsi sentire: qui si sta giocando con il nostro futuro, e non e’ detto che lasciata l’Italia i fatti di casa nostra non debbano più essere parte della nostra vita, perché prima o poi si ritorna a casa. E in ogni caso avremo sempre bisogno della  nostra patria.

I parlamentari eletti all’estero, a parte qualcuno che si ostina attraverso i blog e Twitter a dire che loro hanno fatto tutto il possibile, a mio parere hanno peccato di presunzione e hanno solo scaldato la poltrona. Questa classe di politici è ormai superata: sono ormai tutti da considerare delle mele marce che non servono nemmeno a fare una buona confettura.

Apprezzo molto l’impegno del Maie che si sta dando da fare, voglio sperare che non sia solo un portarsi avanti nella campagna elettorale: ancora oggi non conosciamo il programma del partito di Ricardo Merlo, non sappiamo cosa intenda fare per quanto riguarda Comites e CGIE, o per quanto riguarda la  questione dei nostri detenuti, l’IMU, le pensioni false e la legge elettorale. Sì, perché se si va al voto con questa legge ancora una volta ci fregheranno e di brutto.

Per questo la voce dei giovani deve salire, non possiamo e non dobbiamo far finta di nulla, ci vogliono le riforme serie e strutturali, iniziando dai consolati. Le camere di commercio possono essere il veicolo numero uno per rilanciare l’economia italiana: non servono i carrozzoni Italiani, servono risorse umane serie, e sia nei consolati che nelle camere di commercio ci sono persone valide e serie.

Vogliamo sapere dai partiti, quelli interessati al popolo Italiano nel mondo, cosa intendano fare: che ci parlino di impegni seri e non di promesse elettorali. E basta prenderci in giro, perchè questa volta si fa sul serio.

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