Italiani all’estero, liberato Bruno Pellizzari. Terzi: nessun riscatto pagato

Bruno Pellizzari è stato liberato. Il nostro connazionale era stato rapito il 26 ottobre 2010, sequestrato da pirati somali insieme alla sua compagna di nazionalità sudafricana. I due si trovavano a bordo dell’imbarcazione "Sy Choizil" al largo della costa della Tanzania, quando vennero avvicinati da pirati e rapiti.

Ora Pellizzari sta volando da Gibuti verso Roma. Ad annunciarlo è il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, molto soddisfatto per la liberazione dello skipper italiano. Il titolare della Farnesina ha precisato che per la liberazione del nostro connazionale non è stato pagato alcun riscatto.

Il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura, ha espresso “grande soddisfazione” per la liberazione dell’italiano rapito. “E’ stato un ottimo lavoro di squadra. Ancora una volta la dimostrazione che nei casi come questo e’ importante avere pazienza, determinazione e aspettare il momento giusto, evitando in ogni caso una prova di forza".

Erano presenti anche Bruno Pellizzari e la compagna Deborah Calitz alla conferenza stampa a Mogadiscio in cui il ministro somalo della Difesa, Hussein Arab Isse, ha annunciato lo loro liberazione con un blitz delle forze di sicurezza e dell’esercito somalo. "L’operazione di salvataggio e’ iniziata mercoledi’ notte ed e’ proseguita fino alla mattina e potete vedere che la coppia e’ stata liberata in sicurezza", ha affermato Isse. Secondo alcune fonti, il blitz e’ stato compiuto nella regione di Shabelle, nel sud della Somalia. Il ministro ha accennato anche ad altri casi di ostaggi rapiti, fra cui uno 007 francese prelevato a Mogadiscio nel luglio 2009 e ancora nelle mani dei sequestratori. "Sappiamo dove sono gli ostaggi, incluso l’agente francese, e se i rapitori non li liberano, lo faremo noi con la forza", ha avvertito. 

TERZI, IMPEGNO COSTANTE PER URRU E LO PORTO Il governo italiano mantiene "un’attenzione e un impegno costante" sui sequestri di Rossella Urru e Giovanni Lo Porto, i due ultimi connazionali che rimangono nelle mani di gruppi estremistici all’estero. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, confermando alla Farnesina la liberazione di Bruno Pellizzari e della sua compagna, la sudafricana Deborah Calitz, dopo oltre 18 mesi di sequestro. "Ci sono casi difficili che si protraggono da molto tempo", ha osservato il ministro, "ma questo non attenua in nessun modo l’impegno delle autorita’ e dei massimi livelli istituzionali nel portarli a casa". Con Bruno Pellizzari e’ salito a 23 il numero dei cittadini italiani liberati negli ultimi mesi. "Sono stati liberati con successo", ha osservato Terzi, "ma il nostro pensiero va sempre a coloro che non hanno ancora ottenuto la liberazione".

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