Italiani all’estero, Gli eletti del Pdl rispondono a Caselli – di Barbara Laurenzi

Roma – “Non vedo il motivo per cui dovrei occuparmi degli italiani nel mondo”. Con queste parole il senatore Esteban Caselli si è liberato del suo ruolo di coordinatore, tanto sbandierato in passato. Ma gli eletti all’estero, in particolare quelli del suo stesso partito, se ne erano accorti? A sentire le loro reazioni, sembrerebbe proprio di no.

“Poteva dimettersi – tuona il presidente del Movimento della Libertà Massimo Romagnoli – mi dispiace che non sia più il nostro referente ma, allora, avrebbe potuto presentare dimissioni pubbliche, poiché pubblica è stata la sua nomina. A me risulta che lui sia ancora il coordinatore, è stato nominato da Silvio Berlusconi e, visto che ha reso noto il suo incarico, dovrebbe ufficializzarne anche la fine. Parliamoci chiaro, si è mai dimesso realmente? Qualcuno gli ha chiesto queste dimissioni? Se è realmente intenzionato a mettere un punto finale alla sua nomina, lo invito a scrivere una lettera nella quale spiega che ringrazia per l’incarico offerto ma si dimette. Punto”.

“Ho seguito la vicenda tramite la stampa e, prima di esprimermi, vorrei parlare personalmente con il senatore Caselli – spiega il deputato Pdl Amato Berardi a Italiachiamaitalia.it, che aggiunge – se realmente il suo incarico fosse decaduto dovremmo prendere al più presto dei provvedimenti, nominando un altro coordinatore”. Voi eletti all’estero del Pdl sapevate che Caselli non si occupava più di italiani nel mondo da oltre un anno e mezzo, come da lui stesso dichiarato? “No, non ne sapevamo nulla, anche perché tre settimane fa abbiamo organizzato una riunione interna al Pdl e lui era presente, aveva ancora la delega per gli italiani nel mondo” Personaggi con un profilo come quello di Caselli non fanno male all’immagine, e alle azioni, del partito? Questa vicenda servirà da lezione, nella scelta dei futuri coordinatori? “Prima di esprimermi su questo vorrei avere la possibilità di parlare direttamente con il senatore, è un amico e vorrei avere prima dei chiarimenti da lui stesso”.

Mantiene una linea diplomatica anche il senatore Pdl Basilio Giordano che, alla domanda su chi sia oggi il coordinatore del partito nel mondo, risponde: “bisognerebbe chiederlo a via dell’Umiltà. Ho letto la notizia di Caselli ma non ho ancora avuto la possibilità di verificarla perché non ho visto il senatore”. Nel corso dell’ultimo anno, però, ci sono stati degli incontri in cui Caselli si presentava come coordinatore, o no? “Ci vediamo spesso sia in Senato che nei nostri rispettivi studi ma, ripeto, non ho verificato la notizia con lui quindi preferirei parlarne in seguito, ora non mi esprimo”.

“Alfano non ne sa nulla – spiega invece il deputato Pdl Guglielmo Picchi, che specifica -, a me personalmente non ha comunicato nulla, non so se abbia parlato con il partito, ma non credo. Se questa notizia fosse vera, Caselli dovrebbe lasciare ogni incarico coerentemente con le sue stesse dichiarazioni, il partito è pronto ad ascoltarlo, se ha qualcosa da dire. Le dimissioni devono avvenire sempre ufficialmente, è necessario rimettere il mandato scrivendo una lettera al segretario Alfano che, però, non sa nulla di questa vicenda. Ho letto la notizia sulla stampa, ma non ho parlato con il senatore. In compenso ho verificato con Alfano, al quale non risultano dimissioni ufficiali. Magari le ha spedite e stanno arrivando – ipotizza Picchi – o magari ha intenzione di farlo. In questa situazione ci sono molti strani aspetti: fino a tre mesi fa, quando c’era Berlusconi, Caselli era il suo delegato agli italiani nel mondo e, ad oggi, è ancora membro del gruppo Pdl e ad Alfano, ripeto, non risulta nulla”. Quindi non è vero che Caselli non si occupa più da mesi del vostro coordinamento? Lui ha fornito precise indicazioni temporali. “Sono proprio queste a destare la mia perplessità, visto che un anno e mezzo fa non era stato ancora nominato. Ad ogni modo, nessuno è obbligato a rimanere in un partito e, se Caselli è intenzionato ad andarsene, si può accomodare e seguire comodamente la sua strada”

Nessuno stupore nemmeno dallo schieramento opposto, dove la presenza del senatore Caselli sembra non si sia fatta sentire nemmeno nel ruolo di antagonista politico. “Sinceramente non sapevo che avesse abbandonato il suo ruolo – spiega l’onorevole Pd Gino Bucchino – ma non mi meraviglia, ricordo di averlo incontrato solamente ad una riunione a gennaio e, in quella occasione, dichiarò la sua massima disponibilità per la causa degli italiani nel mondo". Sì, a parole. "Però, ripeto, ho avuto a che fare con lui solamente in quella occasione”. Il suo ruolo non è mai stato molto evidente nemmeno visto dal centrosinistra? “No, direi di no”.

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