Italiani all’estero, Elena Centemero (PDL) a Zurigo – di Maurizio Raviola

Sabato 9 giugno, presso la Casa d’Italia, si è tenuto l’incontro pubblico con l’onorevole Elena Centemero su uno degli argomenti più partecipati dalla comunità italiana in questi ultimi mesi: la riforma  delle scuole e dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero. L’onorevole Centemero  è  membro della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione e Coordinatore Nazionale Consulta del Partito delle Libertà. L’incontro è stato organizzato dal docente Gerardo Petta in collaborazione  MO.D.I.E. (Movimento per i diritti degli italiani all’estero).

Ha aperto l’incontro Il Console Generale d’Italia , Mario Fridegotto, sono seguite delle brevi relazioni introduttive del preside dell’Ufficio scuola dei corsi, Marco Tovani,  del presidente del CASLI di Zurigo, Aurelio Chiapparini e della docente Paola Frezza. L’onorevole Elena  Centemero ha spiegato ai presenti di essere  venuta soprattutto per conoscere  i problemi  e le potenzialità della scuola  e della cultura italiana in Svizzera proprio direttamente da coloro i quali  vivono questa realtà tutti giorni.       

Elena Centemero si è soffermata sulla sua  esperienza di docente (anche all’estero, negli USA) e ha poi analizzato la difficile situazione economica dell’Italia.  Ha rimarcato che bisogna confrontarsi con la realtà: il debito pubblico italiano ammonta a 1935 miliardi di Euro, il 18 giugno gli italiani pagheranno  la prima rata dell’IMU, molte piccole imprese stanno chiudendo e le famiglie non riescono ad andare avanti già dopo seconda settimana del mese. Nel 2008 con la finanziaria triennale sono stati attuati i tagli alla pubblica istruzione italiana e questo fatto  sta  provocando disagi e gravi conseguenze in tutto il settore: in alcune regioni non ci sono risorse per  reclutare gli insegnanti  e organizzare il tempo pieno. In un tale scenario è illusorio pensare che ci possano essere ulteriori finanziamenti per la scuola  all’estero.

Ugualmente il bisogno formativo legato all’identità italiana dei ragazzi che vivono all’estero, la promozione della cultura e della lingua italiana nei Paesi d’Europa e del mondo restano valori e obiettivi politici irrinunciabili.

Per conciliare queste due necessità descritte sopra,  l’offerta dei corsi di lingua e cultura va modificata rispetto al passato, non sono più possibili finanziamenti a pioggia, bisogna trovare delle strade per ottimizzare e riqualificare la spesa.    

L’onorevole Centemero   ha illustrato inoltre una proposta  del Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo, proposta  che  prevede l’attuazione  da parte di organi regionali  di una valutazione delle singole scuole metropolitane.  L’obiettivo di tale  valutazione sarebbe quello di spingere le scuole a realizzare piani dell’offerta formativa che  elevino lo standard di qualità.

Durante l’incontro, Paola Frezza e Gerardo Petta  hanno presentato una proposta di riorganizzazione legislativa dei corsi:

-flessibilità della nuova normativa alle esigenze delle diverse realtà geografiche in cui si istituiscono scuole e corsi, con particolare attenzione all’area europea;

-ridimensionamento del  contingente MAE  assegnato ai corsi
 di lingua e cultura; 
 

– potenziamento del contingente MAE  assegnato alle scuole. Nel caso specifico di Zurigo, si  potrebbe pensare ad un polo scolastico bilingue dalla scuola materna  al liceo, simile a quello di Madrid;

– attivazione di concorsi per  l’abilitazione per gli insegnanti assunti in loco all’estero;

– affidamento al Consolato Generale d’Italia della gestione dei corsi per quanto riguarda la didattica dei ragazzi e per quanto riguarda gli insegnanti assunti in loco; 

– istituzione di una graduatoria consolare che funzioni con criteri diversi da quella degli insegnanti MAE  e che presenti dei margini di flessibilità in base al numero dei  corsi che si vengono a formare di  anno in anno;

– equiparazione del servizio svolto dagli insegnanti locali assunti tramite una graduatoria consolare al servizio svolto in una scuola statale italiana;

– affidamento agli enti, che col passare degli anni si sono specializzati, di progetti ad hoc nella gestione dei materiali scolastici, nella gestione dei dati informatici dell’utenza, nella gestione dei rapporti con i genitori; nell’organizzazioni di manifestazioni  extra scolastiche.

Il presidente del CASLI, Aurelio Chiapparini, ha sottolineato l’importanza di  risolvere  il nodo giuridico del contributo finanziario dei genitori alla scuola.  Il preside dell’Ufficio Scuola, Marco Tovani, ha lamentato la mancanza dell’autonomia gestionale dei dirigenti che operano all’estero rispetto ai colleghi che operano in Italia e la rigidità della burocrazia nella gestione dei supplenti. Durante l’incontro, sono intervenuti oltre ai genitori, una rappresentanza degli insegnanti del CASCI di Berna   (docenti che da mesi non ricevono gli stipendi),  Francesco Giorno  del MO.D.I.E.  Antonia Pichi rappresentane della Uil, il presidente del Comites, Paolo da Costa, il direttore dell’Ecap, Guglielmo Bozzolini.

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