Italiani all’estero, da Miami un’unica voce: inefficienti gli eletti in Nord e Centro America

Si è tenuto nei giorni scorsi a Miami, presso l’auditorium della Mapei a Deerfield Beach, il convegno promosso dall’associazione Azzurri nel Mondo presieduta da Cesare Sassi. Sul tavolo i temi che più da vicino riguardano gli italiani residenti all’estero, ma anche la politica italiana.

Ad aprire i lavori è stato proprio Sassi, che durante il suo intervento ha spiegato le motivazioni del convegno e precisamente, la preoccupazione degli italiani per la situazione politica, la perplessità per i risultati del Governo tecnico e la confusione dei residenti all’estero per la progressiva ridotta rappresentatività a livello governativo ed istituzionale. I problemi che riguardano gli italiani nel mondo sono sempre gli stessi, ha evidenziato il presidente azzurro: pensioni, sanità, burocrazia, lingua italiana, e poi la questione che riguarda la casa in Italia dei connazionali residenti oltre confine.

Fra i vari interventi che si sono susseguiti nel corso del dibattito, registriamo quello di Renato Turano, senatore dell’Unione nella scorsa legislatura, il quale ha ribadito l’importanza di una maggior considerazione degli italiani all’estero, lamentando ancora  i lavori da concludere in Italia, come le riforme istituzionali, la riforma della legge elettorale, la giustizia fiscale, l’occupazione dei giovani, l’assistenza sociale, la disciplina sull’informazione ed il miglioramento dei servizi. Ha ricordato  la sua passata esperienza al Senato ed i risultati raggiunti durante il periodo del suo breve mandato. Si è, infine, augurato, che i prossimi candidati vengano eletti all’estero per le loro qualità morali e professionali, non per i giochi politici dei partiti.

Augusto Sorriso, consigliere Cgie e candidato PdL alle ultime elezioni politiche per la ripartizione Nord e Centro America, ha ribadito quanto esposto  da Turano, ma ha anche aggiunto che l’interesse degli italiani all’estero sui problemi politici italiani si sta raffreddando, perché il loro ruolo non sempre viene riconosciuto. Sorriso ha anche attaccato durante i parlamentari eletti nel Nord e Centro America, contestando la loro inefficienza: non solo non hanno portato dei risultati, ha osservato il membro Cgie, ma non hanno nemmeno migliorato i rapporti tra gli emigrati e la Madre Patria.

Giovanni Rapanà, anche lui consigliere Cgie, esponente del Partito Democratico, dopo avere lamentato l’assenza del Senatore Caselli, ha  invitato  a fare una riflessione generale per capire meglio la direzione della strada da intraprendere. Ha inoltre concordato con Sorriso sul fatto che i parlamentari eletti all’estero, soprattutto gli On. Berardi e Giordano, hanno deteriorato l’immagine degli italiani, ma ha sottolineto che la causa sono gli elettori che non hanno votato o che hanno votato i candidati sbagliati.  Rapanà ha auspicato anche la riforma della legge elettorale, che non permetta ulteriori elezioni di elementi “paracadutati” e senza i dovuti presupposti per svolgere correttamente l’incarico affidato, magari organizzando delle elezioni primarie per coinvolgere la base nella scelta dei candidati.

Salvatore Ferrigno, già deputato di Forza Italia nella scorsa legislatura, ha ribadito che i problemi degli italiani all’estero sono  da anni sempre gli stessi e che la situazione politica è in caduta libera. I partiti italiani, ha sottolineato, condizionano fortemente i parlamentari eletti all’estero: per questo ha proposto un nuovo partito autonomo, senza vincoli, con programmi precisi e con parlamentari onesti. Ha enunciato così gli obiettivi del movimento “Insieme”, che potrà riacquistare la fiducia degli italiani e rappresentarli degnamente nelle istituzioni, con una politica unica e indipendente.

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