Italiani all’estero, Bucchino (Pd) a ItaliaChiamaItalia: ‘Non si può continuare così’ – di Barbara Laurenzi

Roma – Non ha dubbi Gino Bucchino, deputato democratico eletto all’estero, nel Nord e Centro America. “Il nuovo esecutivo usa grandi parole di stima per gli italiani all’estero ma, poi, li dimentica”. Un risultato positivo, però questo governo l’ha ottenuto, unire gli eletti su un fronte di richieste comuni. 

Onorevole Bucchino, nelle sue dichiarazioni su Imu e pensioni non nasconde un forte malcontento nei confronti della sua squadra di Monti… 

“Il settore degli italiani all’estero è fortemente penalizzato da questo esecutivo”, dichiara Bucchino a Italiachiamaitalia.it, “credo che il governo cosiddetto ‘tecnico’ sia sulla stessa linea di quelli che lo hanno preceduto. Anzi, da un certo punto di vista posso dire che è addirittura diminuita l’attenzione”. 

Dal primo gennaio non è più in vigore l’agevolazione che permetteva ai residenti all’estero di usufruire della detrazione di base sulla prima casa e, inoltre, l’abitazione posseduta in Italia viene ora considerata come ‘seconda casa’. Tutto questo non risponde forse al bisogno di fare cassa, più che a alla semplice disattenzione? 

“Parlo di mancata attenzione perché la riscontro anche nella stessa attività parlamentare. Ogni giorno ci troviamo di fronte ad emendamenti bocciati o dichiarati inammissibili.  Contemporaneamente, come nel caso dell’Imu, i nostri ordini del giorno vengono accettati salvo poi scoprire che è già in preparazione una circolare dell’Agenzia delle entrate, nella quale si dice dal 1 gennaio non esiste più la detrazione Ici”. 

Sul tema delle pensioni, lei ha parlato di “dimenticanze del legislatore” nel disciplinare la stessa materia per chi risiede fuori dai confini.

“Con la riforma delle pensioni, da gennaio 2012, viene considerato solamente il sistema contributivo. Tutte le nostre convenzioni, invece, fanno preciso riferimento al sistema retributivo ed il ministero  non se ne è accorto. Mi domando: come saranno trattate le pensioni degli italiani all’estero? Le convenzioni diventeranno nulle?” 

Crede che l’operato di questo governo miri a indebolire la circoscrizione estera? 

“Non vogliono penalizzarci volontariamente, come invece avveniva con i governi precedenti. È una questione di disattenzione verso l’argomento, ma non si può continuare così”. 

Pensa che il diritto di voto estero sia in pericolo? 

“Il diritto di voto non è a rischio proprio perché, per cancellarlo, è necessaria una riforma costituzionale che, in questo momento, non può avvenire. C’è troppa dimenticanza verso di noi e troppo poco tempo da dedicare a questioni che non siano della massima urgenza. È necessario, però, trovare i tempi per una riforma della legge elettorale all’estero, al fine di evitare il rischio di altri brogli. Noi abbiamo già fatto proposte chiare su questo tema, sia al Senato che alla Camera”. 

Lei parla continuamente di disattenzione e dimenticanza. Ma tutto questo non è generato dagli stessi eletti all’estero? Non dovreste far sentire maggiormente la vostra voce?

“Noi dodici eletti abbiamo chiesto, insieme e di comune accordo, un colloquio con Catricalà, già rinviato per ben due volte all’ultimo minuto. So che il ministro ha impegni importanti ma, anche qui, mi domando: e noi? Quale fine devono fare gli italiani all’estero? Hanno sempre parole di grande stima per i connazionali, dicono che siamo una grande risorsa ma, in realtà, a me sembra che vogliano mettere una pietra tombale sull’argomento. Nutro una grande stima per Monti, che sta lavorando per salvare l’Italia, ma l’Italia è anche degli italiani che vivono all’estero che sono contenti di sacrificarsi per il proprio paese. 

Oltre alla richiesta di incontro con Catricalà, voi eletti all’estero state progettando altre azioni congiunte? Con il governo Monti si è finalmente creato un dialogo tra i rappresentanti dei vari partiti? 

“Sì, in questo momento noi dodici ci troviamo uniti, abbiamo fatto varie riunioni insieme e continueremo su questa strada”.

C’è aria di nuovi tagli? 

“Sono stati già annunciate riduzioni clamorose che mettono a rischio l’esistenza di Rai International. Non so dove possano tagliare ulteriormente, hanno già tagliato tutto”.

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