Italiani all’estero, Antonella Rebuzzi: Un errore rinvio elezioni Comites e Cgie

“Ho seguito con grande attenzione il dibattito che si e’ aperto dopo il rinvio delle elezioni di Comites e Cgie. Ho letto tutti gli interventi, ho registrato le diverse posizioni, e sento l’esigenza di dare anch’io il mio contributo. Lo faccio in maniera molto netta: differire per l’ennesima volta il rinnovo degli organi rappresentativi degli italiani nel mondo è stato un errore”. Così Antonella Rebuzzi, senatrice di Forza Italia nella scorsa legislatura, che sottolinea: “Non ci vuole un genio per capire che era quanto mai necessario andare ad elezioni per rinnovare organismi che da troppi anni ormai vedono al loro interno gli stessi consiglieri. Nel caso del Cgie, poi, sappiamo che esistono ancora sulla carta nominativi di persone che rappresenterebbero realtà scomparse da anni. E’ davvero incomprensibile la scelta della Farnesina e del governo di Mario Monti. E mi trovo d’accordo con chi ha sostenuto che da parte del ministero degli Esteri c’è stato una sorta di “sgambetto” nei confronti degli eletti all’estero, prima di tutto, e dei rappresentanti dei partiti che si occupano di emigrazione”.

“Il fatto che Comites e Cgie debbano essere riformati è indubbio: ma attendere altri due anni in queste condizioni, con i finanziamenti che scarseggiano sempre più, potrebbe voler dire condurre alla morte questi organismi. E’ questo che vuole il ministro degli Esteri, Giulio Terzi? Il governo Monti aveva cominciato bene, dimostrando massima disponibilità nei confronti di chi a Roma si occupa di italiani nel mondo. Ma lungo il percorso ha perso evidentemente l’interesse nei confronti delle nostre comunità e in chi le rappresenta. Mi auguro davvero che coloro che ne hanno il ruolo e il compito sappiano essere capaci di gesti importanti per fare capire all’attuale esecutivo che gli italiani all’estero non vanno difesi solo a parole, ma con i fatti. Se infatti non sono accompagnate da fatti concreti – conclude la senatrice -, le parole valgono ben poco”.

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