Italiani all’estero, a Bruxelles la Primavera di libertà – di Barbara Laurenzi

Bruxelles – “La primavera è arrivata. E la libertà?”. Con l’intento di rispondere a questa domanda, posta dal coordinatore del locale Club della Libertà Simone Ceramicola, sabato 24 marzo si sono riuniti in una Bruxelles insolitamente assolata decine di esponenti europei di Pdl e Ppe. In totale, circa 40 connazionali: molti di loro esponenti del Movimento delle Libertà presieduto da Massimo Romagnoli.

La provocazione contenuta nell’interrogativo proposto in apertura da Ceramicola voleva rivolgersi soprattutto alla permanenza in Italia di un governo di non eletti, ma il dibattito si è presto allargato, coinvolgendo anche l’operato di quegli unici che, nel Parlamento, sono stati proprio eletti, e non solo nominati. Deputati e senatori della circoscrizione estero sono stati più volte invitati a lavorare maggiormente per la comunità che li ha votati. A rivendicare l’operato politico ci ha pensato il senatore Raffaele Fantetti, PdL, presente per tutta la durata dell’incontro.

“Io e miei colleghi siamo stati eletti e non nominati – ha ricordato il senatore, intervenendo in chiusura di dibattito dopo aver invitato a osservare un minuto di silenzio in memoria del giovane sergente Michele Silvestri ucciso in Afghanistan -, proprio perché vogliamo onorare il compito che ci è stato assegnato lavoriamo molto e bene, anche se questo non viene sempre riconosciuto. Voglio rivendicare la legge per il rientro in Italia dei cervelli e l’iniziativa per la spending review”.

“Voglio rivendicare la battaglia che io e miei colleghi abbiamo sostenuto contro il nostro stesso governo per evitare le chiusure consolari. Io stesso sono stato relatore della riforma della MiFid in commissione bilancio”. “Diamoci fiducia – ha esortato ancora Fantetti -, siamo italiani e, quindi, siamo geni. Lo ripeto sempre e, proprio perché ne sono profondamente convinto, sono contento che si proponga una bella iniziativa come quella della consulta e sono felice che Mdl e Pdl collaborino insieme per questo progetto”.

La consulta delle eccellenze italiane nel mondo, citata dal senatore, era stata precedentemente presentata dal presidente del Movimento delle Libertà Massimo Romagnoli, intervenuto all’incontro insieme a diversi esponenti Mdl provenienti da vari paesi europei. Proprio la nutrita presenza dell’Mdl è servita a rinforzare il legame con il partito e a sottolineare come le due realtà non siano in contrasto, nonostante la presenza di una corrente interna potrebbe indurre a pensare il contrario. In realtà, è stato impossibile non avvertire il malcontento presente in alcuni interventi, volti a ricordare quanto poco, secondo alcuni, starebbe facendo il partito e gli eletti Pdl per i connazionali nel mondo.

Tra questi, si è fatto sentire a gran voce il coordinatore Mdl in Germania Gianfranco Passador. “Questi signori che sono a Roma, invece di pensare a noi, si comportano come i bambini dell’asilo e continuano con le loro beghe e i loro bisticci – ha tuonato Passador -, non è un caso se non ho mai sentito nessun connazionale che ne parlasse in maniera positiva. Non mi sento rappresentato da loro, anche perché non si vedono mai sul territorio, mentre mi sento rappresentato da Romagnoli che, a differenza di altri, si impegna quotidianamente”.

Abile a tramutare ogni polemica in occasione di  confronto, Ceramicola ha girato l’invito in favore di una maggiore operatività parlamentare proseguendo con il nodo centrale della giornata, il dibattito sulle risposte fornite da vari delegati europei a un questionario sulle politiche europee ed italiane. Il documento era stato elaborato attraverso le osservazioni di Maurizio Morabito, dall’Inghilterra, Angela Borrelli Gerber e Marco Maria Fassio, entrambi dalla Germania, Vittorio Porta Frigeri, dal Lussemburgo, Roberto Basili, da Monaco di Baviera, e di Angela Piscitelli dalla Francia.

Proprio quest’ultima ha approfondito l’importanza della comunicazione digitale, inserendo il dibattito a un argomento che, successivamente, si è legato con la lettura della missiva del nostro direttore Ricky Filosa. “Questa riunione è nata proprio grazie a questo nuovo, grande mezzo – ha spiegato Piscitelli, riferendosi all’utilità degli scambi di posta elettronica, aggiungendo che – per fare una similitudine, l’Europa esiste ma è ancora troppo virtuale, sta a noi farla diventare reale, sta a noi riempire questa grande piazza virtuale attraverso la nostra creatività”.

Un richiamo concreto è stato proposto da Basili che ha ricordato “la necessità di ridurre le spese di carattere amministrativo”. Sono state presentate, inoltre, anche le risposte di Eugenio Cannarsa, rappresentante in Svizzera, e del bolognese Fabio Massimo Addari, entrambi assenti al dibattito. Si è posta come una voce fuori dal coro quella di Adolfo Morganti, editore e presidente dell’associazione Identità Europea, fortemente convinto dell’importanza di un ritorno alle idee “dei padri fondatori e non dei tecnocrati e dei burocrati”. “L’Europa che oggi è in crisi non è la vera Europa, si sta allontanando dalla sua radice cristiana e romana. È importante – ha osservato Morganti – che l’Italia torni ad avere un ruolo non solo europeo ma anche Mediterraneo, poiché noi abbiamo anche questa frontiera”.

Cultura, progetti economici e prospettive per il futuro, con un excursus sull’organizzazione aziendale tedesca grazie all’intervento di Fassio, si sono alternati in questo incontro a più voci, terminato con un richiamo concreto alle elezioni di Comites e Cgie, difeso nella volontarietà del suo operato dal consigliere Alberto Bertali. Già, ma la libertà? Quella inizialmente invocata da Ceramicola? “La aspettiamo dal ’94, bisogna fare di più”, ha invitato lo stesso coordinatore del Club della Libertà.

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