Italiani all’estero, Zin (MAIE) bastona Porta (Pd): chiusure consolati colpa del Pd

In una lettera indirizzata al direttore di Gente d’Italia, Mimmo Porpiglia, Claudio Zin – senatore del Movimento Associativo Italiani all’Estero – replica ad alcune dichiarazioni di Fabio Porta, deputato Pd, pubblicate proprio sul quotidiano diretto da Porpiglia.

Zin e Porta sono stati entrambi eletti nella ripartizione estera Sud America. Porta, in un suo articolo, aveva accusato il MAIE di avere fatto poco o nulla rispetto ai tagli alla rete consolare imposti dalla Farnesina. Ma Zin lo smentisce e anzi spiega come sono andate davvero le cose.

Secondo Zin l’articolo di Porta pubblicato su Gente d’Italia “è pieno di bugie ed inesattezze politiche, inammissibili per un parlamentare italiano. Mi riferisco al progetto della chiusura delle quasi 30 sedi (tra consolati e agenzie consolari) nel mondo della rete diplomatica consolare della nostra cara Italia, programmato intorno alla fine dell’anno passato. Tra queste: Lomas de Zamora, Moron, Recife, Maracaibo, Montevideo. La chiusura di queste sedi fu decisa dal governo del Partito Democratico, al quale appartiene l’On. Porta, o no? Partito assolutamente verticalista che, sicuramente, non ammette che un singolo deputato si opponga a una determinazione presa dal Governo del suo stesso segno. Porta appartiene alla nomenclatura di quel partito, la stessa che ha preso la decisione di cui parliamo”.

“Quello che è sicuro – prosegue il senatore del MAIE – è che l’On. Porta apprese la notizia del progetto di chiusura dei consolati dai quotidiani romani (poiché vive a Roma) perché prima che in alcun altro luogo il tema fu annunciato nella Commissione Affari Esteri del Senato, di cui sono membro. Un Viceministro dell’area degli Affari Esteri me ne parlò personalmente prima che a chiunque altro. Ma il deputato Porta si rese conto di questa cosa solo due settimane più tardi, quando la notizia arrivò sui quotidiani. Per quanto mi riguarda, appena ne ebbi notizia ne parlai immediatamente con Ricardo Merlo, Presidente del MAIE partito a cui appartengo, e con il presidente del Gruppo SVP-MAIE al Senato (del quale sono vicepresidente), l’On. Zeller. Entrambi si attivarono subito per cercare un modo per impedire queste assurde proposte di chiusura, che nella sola Argentina avrebbero comportato un aumento di oltre 100.000 connazionali del bacino di assistiti del consolato di Buenos Aires – questo il numero dei connazionali afferenti ai consolati di Morón e Lomas de Zamora. Una follia considerata la mancanza di spazio fisico, risorse umane e economiche di quel consolato generale, al di la’ di ogni migliore disposizione dello stesso. Attraverso la mediazione del Presidente Zeller, parlai immediatamente con il Ministro Dario Franceschini (Ministro per i Rapporti con il parlamento); parlai anche con il Ministro Emma Bonino per spiegare l’irrazionalità delle chiusure programmate. Ad entrambi feci capire che, senza un cambio di rotta, saremmo stati costretti a far mancare il sostegno dei nostri gruppi alla maggioranza, sia alla Camera che al Senato. Il messaggio deve essere arrivato molto chiaro. Successivamente a questi colloqui, e a queste azioni politiche del MAIE, è stato convocato il Comitato per gli affari degli italiani all’estero del Senato, di cui sono Vicepresidente Vicario, e abbiamo percepito un cambio di rotta in Sudamerica. Abbiamo avuto un’enorme quantità di riunioni con funzionari di alto livello, per spiegare l’assurdità delle chiusure programmate. Risultato finale: siamo riusciti ad evitare le chiusure programmate, abbiamo anche evitato la chiusura di Montevideo, purtroppo non il suo declassamento. Ma abbiamo perso solo una battaglia a Montevideo, non la guerra: continueremo a lottare per salvaguardare i diritti dei nostri connazionali italo uruguayani”.

“Questo solo per chiarire le cose per quello che sono state, e sono oggi, non come sono state immaginate. C’è un’infinita quantità di testimoni per questo che ho detto, che possono smentire le altre versioni fantasiose. Come MAIE, non abbiamo fatto propaganda su questo tema perché riteniamo sia un nostro dovere di parlamentari evitare che si prendano decisioni che mettono a rischio i diritti della  comunità degli italiani residenti all’estero, ma questo vuoto – sottolinea Zin, in conclusione – è stato riempito da un’informazione piena di inesattezze e fatta con una cattiva intenzionalità politica”.