Italiani all’estero, Zaccarini (Fli) a ItaliaChiamaItalia: Fini ha a cuore gli italiani nel mondo

“In preparazione delle Olimpiadi di Londra, da diversi mesi siamo in particolare movimento con le attività promozionali della nostra impresa, che con i suoi prodotti made in Italy fra i più esclusivi rifornisce le cucine dei migliori hotel e ristoranti, che si pregiano di offrire ai propri clienti solo cibi di qualità. Ospitando, tra gli altri, atleti professionisti provenienti da tutto il mondo, sportivi abituati ad alimentarsi con diete sane e genuine, i più rinomati alberghi ci hanno contattato per tempo prenotando i nostri servizi e dimostrando anche in questa circostanza grande fiducia nelle nostre specialità gastronomiche tipicamente italiane ma anche nella consolidata serietà delle nostre proposte”. Così Vincenzo Zaccarini, imprenditore italiano di successo a Londra, racconta a ItaliaChiamaItalia il lavoro che sta portando avanti in questo periodo particolare per i numerosissimi arrivi previsti : “Sono moltissimi i turisti provenienti da ogni parte del mondo, il traffico londinese è intasato ma l’organizzazione è come sempre all’altezza della fama di efficienza dei servizi inglesi: la sicurezza c’è, è alta, e’ stata notevolmente incrementata la presenza delle forze di polizia sul territorio. Si vive l’atmosfera di un evento straordinario”.

Tornando al business, “il made in Italy sta andando moltissimo: Londra è una città mondana, la sera i turisti si recano nei ristoranti italiani alla ricerca di prodotti doc. E a questo, a soddisfare le loro esigenze, lo dico senza falsa modestia, ci pensiamo noi. Sono molto contento, gli affari vanno bene. Agli imprenditori dico che è inutile lamentarsi della crisi economica, perché noi purtroppo non la possiamo controllare. Quello che possiamo fare è cercare di proteggere la nostra impresa, inventarsi nuovi sviluppi, lavorare di più e meglio tutti i giorni per avere successo in quello che facciamo”.

Con Zaccarini, che è esponente di Futuro e Libertà nel Regno Unito, non potevamo non parlare di politica. Di recente si sono dimessi dal Fli alcuni importanti esponenti del partito, da Giordano Gardelli (Belgio) a Vincenzo Nicosia e Luigi Billè (Regno Unito): come ha reagito Zaccarini di fronte a queste dimissioni? “Mi sono dispiaciuto, prima di tutto perché considero Billè e Nicosia degli amici. Ma loro hanno scelto un’altra strada, bisogna rispettarli. E comunque l’uscita dal partito di Billè o Nicosia apre la porta ai giovani, persone più fiduciose ed entusiaste, che hanno voglia di fare per la loro comunità. Forse anche il fatto che in Europa si sia presentato il Maie, rappresenta per qualcuno una tentazione… Io, però, voglio chiedere questo a chi da sempre è stato a destra e oggi entra nel Maie: se il movimento di Ricardo Merlo dovesse allearsi, attraverso l’Udc, al Pd di Bersani, cosa fareste? Sareste su una posizione politica completamente opposta da quella in cui siete nati. E questo, per quanto mi riguarda, non va bene. Almeno Fini è stato chiaro: mai a sinistra, mai col Pd”. In ogni caso, “bisogna rispettare il Maie”, continua Zaccarini a colloquio con ItaliaChiamaItalia, anche se – osserva – “ci sono al suo interno personaggi che sono stati con Tremaglia, e che conosco molto bene. Parlando con Tremaglia, mi ricordo bene cosa diceva di queste persone. Tutto qui”.

E se ItaliaChiamaItalia dicesse a Zaccarini che fonti futuriste, a Roma, prospettano una possibile alleanza futura, in Europa, fra il Fli e il Maie? “Non mi posso preoccupare di situazioni che non posso controllare. A Roma i vertici Fli con cui sono in contatto, sanno che io propendo sempre per il no. Quindi, personalmente sarei contrario a una alleanza Fli – Maie. Ma se questa dovesse essere portata avanti, ne prenderò atto. Io sono un soldato. Sono nato con il comitato Tricolore di Tremaglia, sono passato con An e poi ho seguito Tremaglia in Futuro e Libertà. Se devo morire, muoio dove sono nato. Nella vita non è un dramma fare il soldato: se mi daranno l’opportunità di essere promosso bene, altrimenti sarà lo stesso”. Tornando al Fli, “abbiamo bisogno di persone nuove, capaci di parlare chiaro alla gente. Anche Beppe Grillo, cosa ha dimostrato? Che ai cittadini bisogna parlare con chiarezza. Per quanto mi riguarda, cercherò di portare avanti un nuovo modo di fare politica, non dirò una cosa per andare in Parlamento facendo poi l’opposto di quanto promesso, come alcuni dei nostri rappresentanti a Roma. Io dirò esattamente cosa farò, parlando chiaro, e mantenendo la parola. Sono cresciuto nel Regno Unito negli anni ’80, con la Thatcher: lei parlava chiaro, e piacesse o meno, rispettava quanto detto. Ecco, voglio portare questa mentalità nel Parlamento italiano”.

Come italiano residente all’estero, Zaccarini è deluso da alcuni rappresentanti degli italiani nel mondo che oggi siedono fra Camera e Senato: “Penso che nel loro bagaglio culturale non ci sia una preparazione adeguata al ruolo che hanno”. Facciamo notare al finiano che fra gli eletti all’estero nella ripartizione Europa ce ne sono anche un paio residenti nel Regno Unito: “E chi li ha mai visti? Zero, sono completamente assenti, inesistenti”. C’è tempo anche per un commento sulla difficile situazione che vive l’Italia: “Abbiamo messo al governo dei professori, dei banchieri, dei grandi tecnici, che però non hanno saputo fare altro che aumentare le tasse e dunque la pressione fiscale. Ma per crescere, per favorire lo sviluppo, ci vogliono altre strategie: bisogna soprattutto incoraggiare le imprese straniere a venire in Italia, il nostro Paese deve essere attrattivo per chi vuole investire. Invece la burocrazia blocca tutto con i suoi mille ostacoli. Vogliamo vendere le caserme dei militari ai privati? Va bene: ma per fare cosa? Un privato spende 2 milioni di euro, e poi deve aspettare 3 o 4 anni per avere il permesso per costruire… Così non si va da nessuna parte. Perché non si vende la caserma con il permesso già dato?”.

E Fini? “E’ stato chiarissimo, fin dall’inizio: se Fini non avesse fatto bene i conti chissà dove saremmo oggi, forse saremmo già falliti. Continuo ad avere massima fiducia in lui, che ha a cuore gli italiani nel mondo e me lo ha dimostrato anche l’ultima volta che l’ho incontrato a Roma”. Aldo Di Biagio? “E’ soprattutto un amico, forse uno dei pochi eletti all’estero che si è impegnato davvero in Parlamento”.

In chiusura, Zaccarini rivolge attraverso ItaliaChiamaItalia un appello agli elettori e a tutti quelli che leggeranno questa intervista: “La prossima volta che dovranno votare, i nostri connazionali dovranno riflettere su tre cose: i parlamentari eletti, hanno migliorato la mia vita quotidiana da italiano nel mondo? Ho sentito, da italiano all’estero, la differenza fra il prima e il dopo? Potevano fare meglio? Se si saranno convinti di essere stati presi in giro, allora diano la possibilità ad altre persone, votino altri candidati, inutile votare per le stesse persone. Non si facciano illudere ancora”.

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