Italiani all’estero, sottosegretario Giro al CGIE: ‘elezioni Comites prima possibile’

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Prima giornata di assemblea plenaria del CGIE, riunito nella sala conferenze internazionali del ministero degli Esteri. La plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero si è aperta con l’intervento del sottosegretario agli Esteri Mario Giro, il quale ha voluto portare il saluto del ministero degli Esteri, Federica Mogherini, e l’impegno della titolare della Farnesina per assicurare "le risorse per i nostri connazionali all’estero”. Un impegno che “vuole essere riaffermato in un momento in cui il governo è costretto a richiamare tutti alla responsabilità imposta dalla crisi. Questo impegno tiene conto della situazione delle nostre collettività e nel 2014 gli stanziamenti del bilancio hanno subito flessioni solo limitate".

Secondo Giro “con gli incontri delle commissioni Affari esteri alla Camera e in Senato, ai quali ho preso parte, è iniziato il conto alla rovescia per l’elezione dei Comites. Il governo concorda a procedere in tempi brevi al rinnovo degli organismi, il ritardo è intollerabile e si tratta di una mancanza di rispetto che va assolutamente sanata". Si deve dunque "colmare questa grave lacuna, perché se c’è democrazia deve essere partecipata e concreta e con il vostro aiuto credo che possiamo farcela".

Il rappresentante del governo ha tuttavia precisato che i parlamentari eletti all’estero hanno chiesto di organizzare al meglio le elezioni dei Comites anche, se necessario, ritardando ancora un po’ la data delle elezioni.

Comunque, “ce la faremo a fare le elezioni dei Comites: saranno convocate al più presto possibile, è intenzione del governo e del ministro Mogherini". "Lo so quello che c’è stato dietro il rimando continuo delle elezioni dei Comites: la quantità delle persone che andranno a votare non entrerà come motivo per mantenere o per cambiare; le elezioni le faremo anche se voteranno in pochi, speriamo di no e faremo di tutto perché non sia così, ma ho già detto in Parlamento che non sarà preso a motivo per alcun tipo di riforma".

Per quanto riguarda la riforma delle rappresentanze degli italiani all’estero, sarà "condivisa" e "faremo in modo che non sia solo legata alla questione della spending review, ma che serva anche a migliorare" perché "abbiamo bisogno della rappresentanza, di rappresentanza valida".

A proposito di riforma dei Comites, “anche a fronte del parere negativo del CGIE, sono state individuate misure alternative. La nuova proposta non è stata ancora esaminata dal Consiglio dei ministri quindi la discussione è ancora aperta", come governo "siamo pronti ad ascoltare anche vostre osservazioni".

Il sottosegretario è intervenuto anche sulla promozione dell’italiano e ha ringraziato le "collettività per lo sforzo nella diffusione della lingua nel mondo". "Il ministero vuole rivedere l’intero sistema insieme anche al ministero dell’Istruzione, Università e ricerca per capire come migliorare il sistema della lingua e della cultura italiana all’estero".

Parlando della rete consolare, Giro ha ricordato che “sono state chiuse tra novembre e febbraio di quest’anno dieci sedi consolari". Il sottosegretario ha sottolineato la necessità di approfondire l’argomento: "Si può fare di più, si può ascoltare di più e questa è la mia intenzione".

Secondo il sottosegretario "per l’Italia e per il ministero degli Esteri” è tempo “di fare una riflessione sulla presenza diplomatico-consolare all’estero. Cosa significa essere il ministero degli Esteri nel mondo globalizzato di oggi? Come si deve concepire il lavoro oggi? I diplomatici non possono limitarsi a fornire informazioni", ma devono impegnarsi in una "attività interpretativa, trovare le chiavi di quello che succede negli altri paesi. Nel contesto di una nostra riflessone assume una funzione primaria il lavoro consolare, perché risponde alla richiesta dei cittadini elettori e della nostra collettività che non può essere considerata una grana, ma una realtà di grande interesse e grande opportunità per noi". "Se ce lo chiedono i cittadini, che diritto abbiamo noi – la politica, il governo, il parlamento – di sottrarci?".

"Proteggere le nostre collettività e i cittadini all’estero attraverso i consolati deve essere una nostra funzione primaria" ha detto Giro intervenendo all’assemblea plenaria del Cgie. "Farò quello che posso per iniziare una discussione sulla vocazione del servizio diplomatico consolare".

Giro ha anche assicurato che “questo governo manterrà la circoscrizione estero".

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