Italiani all’estero, sono oltre 4 milioni: ecco ‘la nuova emigrazione italiana’

Sono 4 milioni e 387mila (AIRE) i cittadini italiani residenti all’estero, le concentrazioni maggiori risultano in Paesi come la Svizzera e la Germania con oltre 500mila italiani, la Francia (366mila), il Belgio (252mila), il Regno Unito (200mila). Questi alcuni dei numeri, tracciati oggi durante il convegno internazionale "La nuova emigrazione italiana", organizzato dall’Università Ca’ Foscari Venezia (Scuola in Servizio Sociale e Politiche Pubbliche – Master sull’Immigrazione). Ma quali sono le nuove tendenze? Quali sono i Paesi che negli ultimi anni, con l’incidere della crisi, attirano maggiormente il trasferimento degli italiani? E qual è il volto dell’emigrazione italiana oggi?

Pietro Basso, docente dell’Università Ca’Foscari e Direttore del Master sull’Immigrazione: "I primi sei paesi per destinazione delle migrazioni italiane verso l’estero negli anni 2000-2010 sono stati sei paesi di tradizionale emigrazione italiana come la Germania, la Svizzera, gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia, l’Argentina – spiega Basso -. Ma nonostante ciò le novità sono rilevanti perché ci sono anche nuove destinazioni (inclusi alcuni paesi africani come Mozambico e Angola, o come la Cina, dove iniziano ad esserci nelle fabbriche stagisti italiani); perché si tratta quasi sempre di migrazioni di urbanizzati e non di popolazione rurale; perché, rispetto alle grandi migrazioni italiane del passato, diversa, assai più variegata e spostata verso le classi medie, è la composizione sociale, così come assai più variegati sono le motivazioni e i progetti migratori; perché molto più forte è la componente femminile, e in particolare delle donne che emigrano da sole; perché assai diversa è l’Italia di oggi, immersa da più di due decenni in un declino da accelerata deindustrializzazione e da altri mali sociali e politici, rispetto a quella in qualche modo in ascesa di inizio ‘900 e del secondo dopoguerra".

Enrico Pugliese, del Cnr-Irpps, ha quindi sottolineato che "Nel periodo più recente – e con un accelerazione negli anni della crisi – si delinea una ripresa della emigrazione all’estero, anche verso mete che sembravano definitivamente superate come qualche paese dell’America Latina, come l’Argentina. Secondo le più recenti tendenze infatti la Spagna è diventata un’area di attrazione per italiani, soprattutto giovani, anche se non è certo tra i paesi in testa alla classifica dei paesi col maggior numero di italiani. Tra i paesi transoceanici il Brasile e gli Stati Uniti d’America seguono l’Argentina per ordine di dimensione della presenza italiana". Articolata, e molto diversa da quella di qualche anno fa, è al composizione della emigrazione italiana odierna, ha spiegato ancora Pugliese: "Si tratta indubbiamente di una emigrazione scolarizzata non sempre però legata a occupazioni intellettuali. Esiste al suo interno una componente intellettuale in senso stretto, costituita da ricercatori e, generalmente giovani, che è una espressione riduttiva rispetto alla complessità dei nuovi flussi di personale italiano altamente qualificato che lavora all’estero: funzionari di imprese italiane, straniere o multinazionali nell’ambito della industria e soprattutto della finanza ma anche personale a livello medio alto, che rientra nella categoria oggetto di grande attenzione in questo periodo che è quella delle ‘skilled migration’, ossia delle migrazioni di persone a elevato livello di qualificazione. Esiste infine una componente di diplomati e anche di laureati che si muovono alla ricerca di un lavoro qualunque".