Italiani all’estero, rinvio Comites e Cgie: l’arrampicata sugli specchi del Pd

Nel numero di luglio della rivista “PD, Cittadini nel mondo”, in prima pagina troviamo l’editoriale dal titolo “ll perché del nostro voto”, firmato da Mario Barbi, colui che ha avuto il ruolo di co-relatore del provvedimento (insieme al collega Galli –Fli). Nel pezzo Barbi prova a spiegare la scelta del gruppo parlamentare del Pd-Camera di approvare senza ulteriori modifiche, rispetto a quelle introdotte in Senato, il DL che rinvia ancora una volta il rinnovo di Comites e CGIE.

Su questo tema c’è stata di recente una grossa polemica: proprio il Pd, che ha sempre criticato la decisione di rinviare ulteriormente le elezioni di Comites e Cgie, in Parlamento – dove le chiacchiere dovrebbero essere lasciate da parte e dove si dovrebbe passare ai fatti – ha votato a favore del rinvio. E quel giorno, gli eletti all’estero del Partito Democratico si erano persino lamentati del fatto che per l’ennesima volta venissero rinviate le elezioni degli organi di rappresentanza degli italiani nel mondo, salvo poi votare a favore nell’Aula della Camera dei Deputati.

Dunque Barbi prova la sua arrampicata sugli specchi: “La scelta del gruppo è stata in un certo senso obbligata da ragioni diciamo così “superiori”: il sostegno politico al Governo tecnico del presidente Monti che abbiamo assicurato, ancorché criticamente e costruttivamente, in tutti i passaggi e in tutte le decisioni finora assunte; la tempistica di conversione del decreto (in scadenza il 30 luglio) che rendeva altamente sconsigliabile un ulteriore passaggio al Senato in questa fase un po’ convulsa e con un calendario già sovraccarico”. Due ragioni che non ci convincono affatto: se davvero il Pd avesse voluto difendere gli italiani nel mondo, avrebbe votato no al rinvio. Altro che ragioni “superiori”! Non solo: perché i deputati eletti all’estero del partito di Bersani non si sono ribellati e non hanno votato contro il provvedimento? Qualcuno di loro lo ha fatto, in effetti. Ma gli altri? Avrebbero almeno potuto salvare la faccia. Ora come si ripresenteranno di fronte agli italiani nel mondo, ai propri elettori?

Barbi aggiunge: “… ci siamo fatti carico di una richiesta del governo (…), richiesta che, peraltro, si muoveva in un solco pre-costituito e pressoché obbligato dalle precedenti proroghe imposte dal governo politico di Berlusconi, alle quali ci eravamo opposti e che i deputati della destra eletti all’estero avevano invece sostenuto”. E te pareva! E’ sempre tutta colpa di Silvio Berlusconi! Il Pd sembra tornato indietro nel tempo: cosa farà il giorno in cui davvero il Cav dovesse uscire dalla scena? Non avrà più altro di cui parlare, supponiamo. E poi, ancora con questa storia di destra e sinistra! In Parlamento c’è chi è stato coerente fino in fondo per quanto riguarda i temi che interessano più da vicino gli italiani nel mondo: il MAIE – il Movimento associativo degli italiani all’estero, ha votato sempre contro il rinvio delle elezioni di Comites e Cgie. L’On. Ricardo Merlo e la Sen. Mirella Giai potranno guardare in faccia i propri elettori senza sentirsi “sporchi”, perché sono stati sempre coerenti e hanno difeso ogni volta gli interessi dei connazionali.

Barbi conclude affermando: “con senso di responsabilità e per coerenza, abbiamo dato il nostro voto favorevole ad un decreto che deve essere l’ultimo di una serie che non dovrà mai più ripetersi”. Certo, come no: la “coerenza” che conviene a voi. “Non dovrà più ripetersi”?: se i Parlamentari eletti all’estero fossero tutti del MAIE, il rischio di un ennesimo rinvio sarebbe senza dubbio minore.

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