Italiani all’estero, riflessioni sulla prima plenaria CGIE – Luigi Billè

A seguito delle prima riunione plenaria per l’insediamento del CGIE, sento il dovere di condividere con i connazionali residenti all’estero l’esperienza vissuta e le personali considerazioni in merito alla riunione. Da oltre vent’anni mi sono sempre messo a disposizione della Comunità Italiana residente all’estero ed ora, neo eletto per la Gran Bretagna con il maggior numero di voti, sono approdato al CGIE con spirito costruttivo e tanto entusiasmo per dare anche un mio personale contributo al rinnovamento dell’emisfero degli Italiani nel mondo.

Una settimana prima della riunione ho inviato una mail a tutti i colleghi consiglieri, sottolineando l’importanza di questa legislatura e la necessità di un’azione di discontinuità con il passato che garantisse quell’autonomia d’azione per promuovere tutta una serie di iniziative di riforme per il rinnovamento delle rappresentanze e dei servizi dedicati agli italiani residenti all’estero.

Nella mail inviata ai colleghi, ho evidenziato che questa legislatura non è stata solo ridimensionata nel numero dei consiglieri o nelle risorse erogate, ma soprattutto nella sua forza d’azione, rilevando che se le precedenti legislature (a detta di tanti) avevano ben poco ottenuto, con il ridimensionamento dell’attuale CGIE prospettavo perplessità sui possibili risultati migliorativi qualora non si fossero indicate modalità d’insediamento nuove e innovative.

A tal riguardo, ho proposto che vi era un’urgente necessità di concentrare gli sforzi non in beghe partitiche o quant’altro, ma nell’individuazione di pochi ma significativi obiettivi da raggiungere, elencati come segue:

–           Riforma COMITES e CGIE

–           Riforma della L. 153

–           Riordino delle infrastrutture diplomatiche all’estero

–           Riforma della rappresentanza Parlamentare e del sistema di voto

–           Riordino-riforma dell’istituto di assistenza sociale all’estero 

Nella prima riunione continentale (Europa e Africa del Nord) per l’elezione del Segretario Generale, riproposi quanto detto sopra, citando specificatamente “pochi obiettivi ma buoni e rilevanti” e facendo notare l’importanza di un lavoro di gruppo coeso e convergente di tutto il consiglio sulle proposte di riforme per massimizzare e giustificare i fondi erogati dal Governo per mantenere in vita il consiglio. Purtroppo, ascoltando parte degli interventi, si intuiva che si mirava più alle nomine, lasciando trapelare che già erano stati presi accordi senza dialogo e confronto su programmi e intenzioni. La mia ovvia impressione è stata quella che ben pochi erano consapevoli di cosa era un’azione di discontinuità col passato!

Eletto il segretario generale e i successivi sottosegretari, scelti con la metodologia dei ‘pacchetti preconfezionati’ del PD e del MAIE senza contenuti programmatici e obiettivi chiari proposti dai candidati, sono state presentate le commissioni tematiche. A quel punto, si è acceso un breve dibattito sui loro nomi e numero e alla fine sono state proposte, con qualche piccola modifica, delle commissioni che facevano riferimento alla precedente legislatura.

Con mio estremo disappunto ho rilevato che la discontinuità col passato, professata da tanti, era risultata nei fatti un miraggio nel deserto prospettando un’occasione persa per un dialogo e confronto serio, forte e concreto sulle riforme per il rinnovamento delle rappresentanze e dei servizi dedicati agli italiani residenti all’estero.

Francamente, mi sarei aspettato commissioni specifiche in riferimento alle riforme proposte, per esempio commissione per la riforma dei Comites-CGIE, commissione per la L. 153, etc, sottolineando che uno specifico e chiaro obiettivo dovrebbe essere proprio l’intento di queste commissioni. Ad ogni modo, ho rilevato con grande piacere dagli interventi di più autorevoli personaggi, per via delle loro cariche istituzionali, che il ‘cantiere delle riforme’ dovrebbe partire a Giugno e dopo la menzione sulle riforme del Comites-CGIE da parte del Sottosegretario On. Vincenzo Amendola, il segretario generale Michele Schiavone ha chiuso l’assemblea con un discorso sulle riforme sopra proposte. Concludendo, non posso che fare i mie migliori auguri al segretario generale e al consiglio tutto di una proficua legislatura, ricordando che l’attuale CGIE ha meno consiglieri e meno risorse.