Italiani all’estero, resta solo un connazionale rapito nel mondo

Con la liberazione di Rossella Urru resta solo un italiano ancora nelle mani di rapitori all’estero. Si tratta di un altro cooperante, il siciliano Giovanni Lo Porto, catturato lo scorso 19 gennaio con un collega tedesco in Pakistan, nella localita’ di Multan (Punjab). L’uomo sarebbe nelle mani del gruppo talebano Tehrik-e-Taliban Pakistan, capeggiato da Hakimullah Mehsud.

La lista degli italiani rapiti nel mondo, solo fino a pochi mesi fa ben piu’ lunga, si e’ ridotta consistentemente negli ultimi mesi. Prima della liberazione della Urru, avvenuta oggi, c’e’ stata quella – un mese e mezzo fa – di Bruno Pellizzari, rapito da pirati somali a ottobre del 2010 mentre si trovava con la compagna sudafricana a bordo dell’imbarcazione "Sy Choizil" al largo della costa della Tanzania sono ancora due i connazionali nei mani dei loro sequestratori all’estero. Tra fine maggio e inizio giugno si era risolto, invece, in meno di una settimana l’incubo di Modesto Di Girolamo e della sua famiglia. L’ingegnere della Borini&Prono, sequestrato a Ilorin, in Nigeria, e’ stato liberato cinque giorni dopo.

Prima di lui era stata liberata anche l’ostaggio cui spetta il record per il maggior tempo passato da un italiano nelle mani di sequestratori all’estero: si tratta della turista fiorentina Maria Sandra Mariani, 53 anni, catturata nel sud dell’Algeria nel febbraio del 2011, oltre un anno prima cioe’ del suo rilascio avvenuto nell’aprile scorso. Solo pochi giorni prima della fine del sequestro di un altro gruppo di 6 connazionali dell’equipaggio della Enrico Ievoli, la petroliera italiana sequestrata al largo delle coste dell’Oman il 27 gennaio del 2011 e successivamente portata in Somalia.

Risalendo ancora di qualche mese da ricordare anche la liberazione di Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, rapiti nello stato indiano dell’Orissa e rilasciati, in due tappe nel marzo scorso dopo circa un mese di prigionia per il primo dei due rapiti e dieci giorni per il secondo.

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