Italiani all’estero, politica e web – di Ricky Filosa

La comunicazione rappresenta almeno il cinquanta per cento dell’attività politica. Intendiamo una buona comunicazione, naturalmente. Perché, al contrario, potrebbe rivelarsi un boomerang. Nel mondo attuale, si comunica sul web. Su internet si leggono i giornali e sui social network si condividono notizie, opinioni, foto. Un politico che voglia stare al passo con i tempi non può non saper gestire nel modo migliore la propria pagina Facebook o il suo account Twitter.

Certo, avere tanti "amici" non è facile. Noi ne sappiamo qualcosa: la pagina Facebook di ItaliaChiamaItalia ha ormai oltre 60mila fan, ma questo risultato non si è ottenuto dall’oggi al domani. C’è voluto tempo e tanto lavoro. Gli obiettivi si raggiungono con l’impegno costante e diventano sempre più ambiziosi.

Internet è indispensabile per gli italiani all’estero. E’ il canale attraverso cui si informano e mantengono il contatto con l’Italia, con la famiglia, con gli amici. Facebook li aiuta moltissimo a scambiarsi notizie tra loro e a creare gruppi, comunità virtuali, di connazionali residenti a Cuba, in Germania o a Sidney.

Tra i parlamentari eletti all’estero qualcuno ha capito già da tempo le potenzialità di internet. Anche se non tutti hanno ancora ben chiaro il concetto di comunicazione. Alcuni deputati e senatori eletti oltre confine si fanno sentire una volta l’anno o quasi. Giusto per gli auguri di Natale o Pasqua. E poi? Dodici mesi di niente. Non raccontano dei loro incontri sul territorio (forse perché non ne fanno?), né delle loro attività parlamentari. Eppure gli elettori meriterebbero di essere costantemente informati sulla attività politica e parlamentare del proprio rappresentante a Roma. O no?

Ricardo Merlo, presidente del MAIE, quel Movimento Associativo Italiani all’Estero presente nel Parlamento italiano dal 2008, durante il V Congresso MAIE Europa, tenutosi a Bucarest a metà giugno, ha sottolineato l’importanza della comunicazione e ribadito la necessità di puntare su strumenti quali i social network, soprattutto per quanto riguarda il contatto con gli italiani nel mondo nelle diverse ripartizioni elettorali, che sono enormi, pensiamo all’Europa o a tutto il Sud America: senza l’aiuto del web, comunicare con il proprio elettorato in certi casi diventa quasi impossibile.

Ma succede anche che qualcuno pensi di assicurarsi il consenso soltanto attraverso ciò che pubblica su Facebook. Beh, se qualcuno crede di vincere una campagna elettorale puntando solo sul “faccia libro”, resterà deluso. Anche la migliore comunicazione, inoltre, a volte potrebbe non bastare. Se non c’è sostanza, ovvero se non c’è dietro una persona capace, intuitiva, carismatica, che sappia porsi nei confronti degli altri nel modo giusto, che trovi il modo di creare un’empatia con l’interlocutore, anche il miglior ufficio stampa rischia di fallire l’obiettivo. Perché gli elettori non sono ingenui, perché soprattutto quelli che sanno informarsi e scegliere attraverso il web hanno la possibilità di bere a una fonte inesauribile di conoscenza, essendo ormai tutto online. Difficile raccontare balle senza essere scoperti.

Impossibile presentarsi a un incontro pubblico con la presenza e il carisma di una tartaruga e pensare di vincere puntando solo e semplicemente sulla comunicazione, tout court. La comunicazione è scienza e arte, occorre coltivarla e farla corrispondere al talento per ottenere il massimo risultato. E se i talenti in politica sono rari, la volontà spesso supplisce e amplifica le capacità di partenza.

Il web è un ottimo personal trainer da sfruttare, costa poco e ti mette a confronto con il mondo. Mentre navighiamo, la comunicazione virtuale immediata e molteplice attiva nella nostra mente potenzialità inimmaginabili ai nostri padri e ci sollecita a trovare risposte altrettanto immediate. Per un politico il web equivale a un master di primo livello conseguito in tempi brevi con la pratica quotidiana. I candidati alle prossime elezioni ne sappiano fare buon uso.

Twitter @rickyfilosa