Italiani all’estero, Pd: contributo cittadinanza serva per smaltire pratiche giacenti

E’ giunto all’esame della Camera il provvedimento di conversione del decreto legge 66/2014 recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale, nel quale, tra diverse altre cose anche di interesse degli italiani all’estero, sulle quali comunque torneremo, è prevista l’introduzione di un contributo di 300 euro per le nuove richieste di riconoscimento di cittadinanza. La motivazione che ha dato in Senato il presentatore dell’emendamento, poi accolto, è stata di raccogliere risorse aggiuntive da destinare all’assunzione di contrattisti da impegnare nello smaltimento delle pratiche di cittadinanza, che solo in America Latina ammontano a diverse centinaia di migliaia, oltre la metà delle quali nel solo Brasile. Abbiamo più volte detto che non è sostenibile una situazione nella quale le lentezze dell’amministrazione svuotano diritti dei cittadini formalmente proclamati, ma di fatto elusi. Per cui riteniamo meritevole di considerazione l’intenzione manifestata, ma non possiamo fare a meno di constatare che il dettato della norma non prevede alcuna esplicita finalizzazione in questo senso delle somme riscosse a titolo di percezioni consolari”. Così i deputati eletti all’estero del Pd, Porta, Farina, Fedi, Garavini, La Marca.

“Un’imposizione aggiuntiva che non comporti una restituzione in termini di trasparenza e di accelerazione del procedimento amministrativo relativo al riconoscimento di cittadinanza non è accettabile”, proseguono. “Non è questione di sacrifici, ma di dare concretezza a quel patto tra cittadino e Stato in base al quale ognuno sia chiamato a fare la propria parte. Per questo abbiamo presentato una proposta emendativa al provvedimento volta a costituire “presso le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari un Fondo speciale destinato a finanziare la contrattazione di personale locale con la finalità di smaltire l’arretrato di pratiche di cittadinanza presentate presso gli uffici consolari. Al Fondo dovrebbero confluire, con procedure da concertare tra il Ministero degli Esteri e quello dell’economia e delle finanze, le percezioni consolari acquisite anno per anno”.

“Con questo emendamento – proseguono i dem – si rende esplicito e vincolante ciò che la modifica apportata al Senato conteneva in forma solo intenzionale. In ogni caso, qualunque sia l’esito del confronto parlamentare in merito al provvedimento sulla competitività e sulla giustizia sociale, il nostro impegno sarà costante nel richiedere che tra prestazioni dei cittadini e servizi vi sia un equilibrio e, nel caso specifico, che si metta finalmente fine alle non più sostenibili annose giacenze delle pratiche di cittadinanza”.

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