Italiani all’estero, marò in India in video conferenza con ministro Di Paola

Salutano gli italiani e i colleghi militari all’estero, poi ringraziano il governo, il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, e quello degli Esteri, Giulio Terzi, per ‘l’appoggio continuo’. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri di marina bloccati in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani a largo delle coste del Kerala, appaiono in video per la prima volta dopo mesi, da Kochi, dove si trovano in liberta’ vigilita. Un breve scambio, una chiamata di pochi minuti con Di Paola, che alla vigilia del quattro novembre, festa delle Forze Armate, si e’ collegato dal Comando della squadra navale a Roma con i militari italiani nelle missioni piu’ impegnative all’estero, dall’Afghanistan e alle navi impegnate nei pattugliamenti antipirateria al largo del Corno d’Africa e dell’Oceano Indiano.

‘Ciao Salvatore e Massimiliano – ha esordito il ministro della Difesa rivolgendosi ai due maro’ -. Un saluto affettuoso a voi che siete ingiustamente trattenuti a Kochi. Vi siamo vicini e continueremo ad esserlo fino alla giusta soluzione del vostro caso, il riconoscimento da parte della Corte Suprema indiana ad essere giudicati in Italia’. A giorni dovrebbe infatti arrivare la sentenza della Corte, cui il nostro Paese ha fatto ricorso per stabilire a chi spetti la giurisdizione del caso. Nel frattempo l’Italia sta compiendo da mesi un’azione diplomatica sull’India, e Girone rivolgendosi al ministro ha ringraziato lui e il titolare degli Esteri, Giulio Terzi, ‘per l’appoggio e l’impegno che il governo sta mettendo per la soluzione della nostra situazione’. Di Paola ha poi cercato di rassicurare di due maro’ dicendosi ‘fiducioso che riabbraccerete presto i vostri cari in Italia’. ‘La giustizia indiana – ha aggiunto Di Paola, parlando poi coi giornalisti, una volta terminato il collegamento – ha i suoi tempi. Non vorrei fare una battuta, ma anche in altri paesi la giustizia ha tempi ben piu’ lunghi’.

Il collegamento con l’India arriva dopo quello con Kabul, ‘cervello’, come ha detto Di Paola, della missione Isaf, ed Herat, che ne e’ invece ‘il cuore’, dove al momento si trovano 3.470 militari, sui 6.114 delle 30 missioni e nuclei di osservazione in 25 Paesi. Poi, via radio, con Gibuti coi fucilieri di marina impiegati sulle navi mercantili, in Libia, in Libano, a Sharm el Sheik e in Kosovo. Da parte dei militari all’estero – ha detto il ministro rivolgendosi agli ufficiali in collegamento dalle missioni – c’e’ ‘uno sforzo indispensabile perche’ l’Italia possa contribuire alla sicurezza internazionale’ e le Forze armate ‘sono il presidio piu’ importante dell’unita’ nazionale’.

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