Italiani all’estero, Malan (Fi) a ItaliaChiamaItalia: ‘via il Senato? Ripensare circoscrizione estero’ – di Barbara Laurenzi

Roma – “Nel momento in cui si ripensa addirittura il Senato, non c’è motivo per cui non si possa rivedere anche la circoscrizione estero”. Parola di Lucio Malan che, entrato a Palazzo Madama con Forza Italia, non vede positivamente la seconda Camera scaturita dall’accordo tra il Partito Democratico e quello di Berlusconi. A poche ore dal suo voto sull’impeachment presentato dai cinque stelle nei confronti di Napolitano, Malan parla con Italiachiamaitalia.it

Senatore Malan, come componente della commissione chiamata a valutare la messa in stato d’accusa del presidente Napolitano avanzata dal Movimento5stelle ha deciso di non votare, nonostante si fosse dichiarato più volte contrario all’archiviazione. Per quale motivo, allora, non ha votato insieme ai pentastellati?

“Io e gli altri tre membri appartenenti a Forza Italia ci siamo consultati e, dopo un’attenta valutazione, abbiamo preferito questa posizione poiché non condividevamo nel merito i punti della denuncia. Rimaniamo, però, favorevoli a una revisione della presidenza della Repubblica”.

Come dovrebbe avvenire questa revisione?

“Il presidente dovrebbe utilizzare la serie di strumenti che la Costituzione mette a sua disposizione come, ad esempio, il messaggio alle Camere. Non è mai stato avaro di dichiarazioni, vuole evitare di parlare proprio ora?”.

Siete stati anche voi di Forza Italia a chiedergli di esercitare per la seconda volta il suo mandato.

“Tutto quello che sta accadendo ci pone in una condizione di sorpresa totale. Ribadisco che sarebbero auspicabili doverose spiegazioni da parte di Napolitano. Certo, se avessimo saputo tutto ciò che sta emergendo dal libro di Friedman al momento del voto, avremmo avuto molte più perplessità e forse ci saremmo regolati diversamente. Va anche detto, però, che l’altra scelta non era certo un candidato dalla nostra parte ma, al contrario, Prodi e Rodotà”.

Le ricostruzioni di Friedman si basano su dichiarazioni di Monti che, tra l’altro, intervenendo su La7 ha cercato di fare marcia indietro. Da quando gli attribuite tutta questa credibilità? Negli ultimi mesi i berlusconiani hanno spesso puntato il dito contro l’ex premier, ora è diventato un testimone affidabile?

“Friedman ha a disposizione dei filmati e Monti può smentire quanto vuole ma i filmati mostrano tutto. Inoltre, l’ex premier non ha negato ma ha cercato di interpretare diversamente la vicenda. Non è detto che abbia ragione… Ciò che è certo è che, nel giugno precedente alla crisi dello spread, Napolitano già stava sondando il terreno per un governo non eletto dal popolo”.

Lei ha criticato la proposta di Senato del segretario Renzi. Voterà contro?

“Se c’e’ un accordo con il mio partito, voterò secondo indicazione. Voglio ribadire, però, che il modello proposto da Renzi è totalmente inaccettabile e incompatibile con l’articolo 3 della Costituzione, piuttosto sarebbe meglio abolirlo totalmente. La ratio di questo modello è inspiegabile e mi preoccupa che qualcuno lo reputi idoneo”.

E allora per quale motivo voterà a favore, invece di sollevare la questione internamente al suo partito?

“Mi risulta che sia aperto un dibattito interno. A me questo modello non piace affatto ma se la posizione del partito è questa, la seguo. Il problema è che, così come è stato immaginato, il Senato diventerebbe la Camera degli squilibri e non delle autonomie, diventerebbe la camera del Re, ossia del presidente della Repubblica”.

Insomma, anche qui è tutta colpa di Napolitano…

“Il modello di Renzi prevede 22 senatori nominati dal presidente della Repubblica. Questa proposta significa che quel 29% degli italiani che vive nei capoluoghi di Provincia avrebbe l’esclusiva su 108 Senatori-sindaci dei capoluoghi, oltre a partecipare all’elezione dei Senatori-Governatori. Al restante 71% resterebbe solo la possibilità di partecipare alle elezioni degli ultimi 21; il Presidente della Repubblica avrebbe perciò da solo più senatori di 41 milioni di italiani ‘provinciali’”.

Chiaro. A proposito di Senato e riforme, condivide la proposta del Pd sul voto estero?

“Condivido l’inversione e, in generale, tutto l’impianto della proposta. Stiamo già collaborando in Parlamento sulla riforma del voto in Italia, figuriamoci se non cerchiamo di collaborare su quello estero”.

Il sottosegretario Mario Giro ha dichiarato, proprio a ItaliaChiamaItalia, che “nessuno toccherà la circoscrizione estero”. Ha ragione? Riemergono spesso voci di suoi colleghi parlamentari che propongono di abolirla.

“È ovvio che la circoscrizione estero rimarrà finchè non cambia la Costituzione, certo se dovesse cambiare si esaminerà anche la questione. Sono emerse molte problematiche ed è vero che una riforma delle modalità di voto renderebbe tutto più facile. Si parla di abolire addirittura il Senato, è normale che si dia un’occhiata anche alla circoscrizione”.

Proprio in quest’ottica, non potrebbe farsi strada l’idea di cancellare questa circoscrizione e fare in modo, ad esempio, che gli italiani oltre confine votino i candidati che si presentano nelle circoscrizioni già presenti in Italia?

“Potrebbe avvenire esattamente questo, d’altronde accade già in molti altri paesi. Non credo che possa essere un tabù, si potrebbe studiare proprio questo tipo di rappresentanza”.

Quindi, se fosse avanzata questa proposta, lei sarebbe favorevole?

“È da studiare alla luce dei cambiamenti che verranno, certamente si tratta di un’ipotesi da valutare”.

Tornando alla politica interna, su 390 emendamenti al Ddl omofobia, 215 sono suoi. Non le sembra un atteggiamento eccessivo?

“No, ho sempre fatto molte battaglie sulla libertà religiosa e sapere che leggere alcuni passi della Bibbia possa diventare reato mi sembra un’assurdità. Il ddl prefigura un pensiero unico in materia di sessualità e famiglia che, ad oggi, è contrario ai principi della Costituzione italiana”.

Anche sulle nozze gay è stato molto deciso ed ha parlato di “deriva estremista”. Non crede che il matrimonio sia una questione privata tra due individui?

“No, il matrimonio no è solo tra due persone. La vita in coppia è una questione privata ma quando questa vita diventa matrimonio, e da questa unione deriva il diritto all’adozione o alla reversibilità, a quel punto non è più una questione privata ma coinvolge lo stato”.

Quindi se due persone hanno passato una vita insieme e ad un certo punto uno dei due viene a mancare, l’altro deve essere penalizzato solo perché non è del sesso opposto?

“La ratio della reversibilità, che infatti andrebbe limitata perchè molti fanno finti matrimoni proprio per sfruttarla, risiede anche nell’idea che uno dei due coniugi si dedichi alla cura dei figli. In una coppia omosessuale questo non può avvenire, a meno che non si ammetta l’adozione e questo significherebbe che la famiglia non è più quella prevista dai padri costituenti”.

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