Italiani all’estero, MAIE Regno Unito al lavoro

Martedì 20/11/2012 il MAIE UK si riunisce, a distanza di una oltre una settimana dalla riunione costituente, presso il ristorante italiano Fratelli la Bufala di Piccadilly Circus a Londra. Il gruppo ha iniziato la sua attività incurante dei giochetti sporchi, delle chiacchiere e speculazioni di basso borgo che altri gruppi politici hanno lanciato a seguito della nascita del gruppo, particolarmente da personaggi politici e pseudo politici privi di argomentazione, programmi e idee.

L’arch. Billè ha sostenuto che al MAIU UK non interessa questo tipo di politica ma lascia a loro preoccuparsi del MAIE UK. A tal fine, all’ordine del giorno si sono discusse diverse proposte progettuali, già messe in cantiere dai vari delegati, particolarmente quella concernente la sinergia imprenditoriale tra la madre patria e le imprese di Italiani residenti all’estero. La dottoressa Simonetti, delegata alle imprese, ha esposto alcune riflessioni riguardo all’agevolazione alle imprese italiane che vanno nel territorio europeo e particolarmente quella per la ‘delocalizzazione’ delle imprese di Italiani all’estero verso regioni depresse dell’Italia.

Interessante anche il progetto proposto da Enzo Oliveri, delegato per l’enogastronomia e Made in Italy, riguardante la tutela della cucina Italiana in Gran Bretagna  con l’assistenza tecnica di un ‘trio’ di Chefs Italiani che presentano programmi di cucina Italiana per la BBC. Interessante la proposta e contributo di Tonino Bonici, Presidente dei maestri del Lavoro, che partecipando da indipendente ha enfatizzato il punto del programma MAIE sulla solidarietà e la proposta di costituire l’ufficio di solidarietà presso il consolato che potrebbe anche accogliere rappresentanze delle associazioni. Il Coordinatore Nazionale arch. Luigi Billè ha nuovamente esposto ai presenti il progetto MAIE di un movimento che non è a destra né a sinistra, ma propone e lavora su idee, un movimento che appartiene a tutti i componenti e chiunque lo voglia può farsi avanti con un programma di intenti chiaro e coinciso che punti alla tutela dell’Italianità all’estero, perché il MAIE è proprio questo ovverosia un movimento nato all’estero per gli Italiani all’estero.

Alla riunione ha partecipato anche il giovane regista siciliano Luca Vullo che con il suo documentario "Dallo Zolfo al Carbone" che ha ricevuto numerosi premi, ha raccontato la triste emigrazione dei minatori italiani in Belgio del dopoguerra. L’arch. Billè ha fatto spesso fatto riferimento al documentario come esempio rappresentativo di Italianità all’estero solidale e orgogliosa della propria identità tutelata dal MAIE.

La riunione è terminata con l’affidamento della Delega per le donne ad Angela Fusco, la quale ha ricevuto la nomina a seguito l’esposizione della sua esperienza e volontà a operare a favore delle donne Italiane che si trovano in disagio o che non vedono tutelati i propri diritti di pari opportunità.

L’esperienza di Angela è indicativa per questa delega poiché, nata in Africa, ha vissuto l’esperienza della madre rimasta vedova in un paese ostile agli occidentali e trovandosi sola e con due figlie a carico si è trovata in difficoltà enormi ma grazie alla sua forza di volontà e italianità è riuscita ad andare avanti con successo. Angela vive a Londra da un po’ di anni dopo aver forzatamente lasciato l’Africa e, orgogliosa del suo passaporto Italiano, assieme a sua sorella sono andate a cercare opportunità di lavoro un po’ dappertutto prima di approdare a Londra un po’ di anni fa. Adesso Angela ha aperto un suo salone di estetica e aroma terapia e felicemente sventolando il suo passaporto Italiano ha accettato l’incarico.

Infine Enzo Oliveri ha invitato alla fine della riunione il mitico Marco Tardelli che ha incoraggiato il gruppo a continuare il proprio percorso a favore di tutti gli Italiani e l’arch. Billè l’ha ringraziato ricordandogli la gioia che ha donato all’Italia e particolarmente agli Italiani all’estero sigillando il terzo goal contro la Germania nella finale di coppa del Mondo dell’82.

NESSUN COMMENTO

Comments