Italiani all’estero, MAIE Europa: ‘soldatini di partito votano anche ciò che danneggia loro elettori’

“I parlamentari del Pd, in grande imbarazzo per la tassa di 300 euro per richiedere il riconoscimento della cittadinanza da parte dei discendenti di italiani, hanno riconosciuto che ‘il dettato della norma non prevede alcuna esplicita finalizzazione’ al miglioramento dei servizi consolari e allo smaltimento delle pratiche giacenti, delle somme così raccolte. E si sono spinti ad affermare: ‘Un’imposizione aggiuntiva che non comporti una restituzione in termini di trasparenza e di accelerazione del procedimento amministrativo relativo al riconoscimento di cittadinanza non è accettabile. Firmato: Porta, Farina, Fedi, Garavini, La Marca”. E’ quanto si legge in un comunicato del MAIE Europa, coordinato da Gian Luigi Ferretti.

“Porta, Farina, Fedi, Garavini e La Marca che si apprestano comunque, per disciplina di partito, a votare a favore della norma non ‘accettabile’. Sì, perché ora però il ministro per i rapporti col Parlamento, Maria Elena Boschi, ha annunciato che il governo Renzi chiederà la fiducia alla Camera per il dl Irpef, che rimarrà quindi tale e quale quello uscito dal Senato, appunto, con la norma ‘non accettabile’.

Sempre per disciplina di partito – prosegue la nota del Movimento Associativo Italiani all’Estero – voterà a favore anche l’On. Nissoli (PI) che nei giorni scorsi ha manifestato la sua perplessità sui 300 euro per il riconoscimento della cittadinanza. Anche lei avrebbe desiderato che gli introiti servissero ‘a promuovere l’immagine e la cultura del nostro Paese all’estero e a sostenere le nostre comunità all’estero’”.

In conclusione, il MAIE Europa chiede: “A che servono parlamentari eletti all’estero se non riescono neppure a rimanere fedeli alle loro convinzioni quando ci sono questioni che riguardano gli italiani nel mondo, ma chinano il capo e schiacciano il pulsante deciso dal partito anche se sanno perfettamente di danneggiare i loro elettori?”.

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