Italiani all’estero, le reazioni al voto di Fantetti e Giordano (PdL) – di Barbara Laurenzi

Roma – Indignazione e poco stupore. Il voto ‘antisenatori’ degli stessi senatori eletti all’estero Raffaele Fantetti e Basilio Giordano ha suscitato le reazioni dei colleghi, raccolte da ItaliaChiamaItalia. I parlamentari Pd Narducci e Micheloni, con malcelata irritazione, preferiscono non commentare dichiarandosi più concentrati su azioni parlamentari che “siano reali e costruttive”. Unica voce fuori dal coro il deputato PdL Amato Berardi dà una lettura molto pragmatica in un linguaggio politichese che, forse, non sarà gradita da alcuni elettori. “Questo emendamento non va da nessuna parte perché, tanto, non si farà in tempo a fare la riforma, loro hanno seguito la linea del partito, il partito gli ha garantito che non cambierà nulla per la circoscrizione estero, che gli eletti non andranno via e che l’emendamento non andrà in porto”.

Giuseppe Angeli, “è stato un voto assurdo e inconcepibile, ognuno ha il diritto di esprimere i propri convincimenti e rispetto le idee altrui, ma non posso tollerare quanto accaduto. Povero Tremaglia, è meglio che non abbia assistito a una vicenda del genere”. Fantetti e Giordano hanno eseguito gli ordini del Pdl. E se il partito desse le stesse indicazioni anche alla Camera? “Mi metterei a gridare, alzerei la voce e mi imporrei perché non potrei mai fare una cosa del genere”.

Non è stata una sorpresa, invece, per Fabio Porta, deputato Pd eletto in Sud America. “Questo voto è stata la logica conseguenza dell’opera di questi signori in Senato, in questi anni non hanno mai dimostrato attenzione rispetto alle questioni legate agli italiani all’estero, in particolar modo quando governavano. Questa distrazione è stata continua e, purtroppo, determinati atteggiamenti fanno perdere credibilità e danneggiano l’immagine dei connazionali”. “Ancor più vergognoso – aggiunge Porta – è il fatto che non abbiano nemmeno trovato una giustificazione valida al loro grave atteggiamento e ciò li rende complici rispetto al chiaro tentativo di eliminazione della circoscrizione estero portato avanti da Lega e Pdl. Sono veramente rattristato dal loro comportamento e dalla loro mancanza di chiarezza, la rappresentanza in Senato si conferma ancora una volta non all’altezza di rappresentare il proprio ruolo”.

Dello stesso avviso Ricardo Merlo, deputato Maie. “Fantetti e Giordano hanno sbagliato e me lo aspettavo, perché fanno parte di un partito che vota da sempre contro di noi. Il loro problema è che sono stati eletti con un simbolo sul quale era indicato il nome di Berlusconi e, quando l’origine della tua legittimità parlamentare e della tua elezione proviene da un determinato nome e da uno specifico partito, poi è difficile smarcarsi nell’ambito di una votazione, che sia alla Camera o al Senato”. “Credo che in fondo siamo tutti d’accordo sulle cose che bisognerebbe fare per gli italiani all’estero, il problema è relativo alla costruzione politica – spiega ancora Merlo -, se arrivi in Parlamento con un simbolo e un nome e con i relativi voti poi non puoi decidere autonomamente, se invece arrivi alla Camera con un tuo simbolo e un tuo nome sei libero perchè non sei stato votato per il simbolo del Pdl e, quindi, non devi nulla a nessuno. Chi non è legato a un partito ha una legittimità diversa, noi ci siamo presentati e ci ripresenteremo senza simboli che trainino altri voti che possano, poi, condizionarci”.

“La cosa più brutta che si possa fare, nella vita, è sputare nel piatto in cui si mangia”. Non usa mezzi termini Massimo Romagnoli, presidente del Movimento delle Libertà. “Questi signori – dice – devono ringraziare gli italiani all’estero se oggi hanno una posizione politica e possono pregiarsi del titolo di senatori, pertanto mi delude e mi colpisce personalmente il fatto che abbiano votato in questo modo”.

Cerca una spiegazione logica, invece, il Pd Gino Bucchino: “È talmente assurdo che voglio ipotizzare che non si siano accorti di quanto stavano facendo. Ad ogni modo, il loro atteggiamento rappresenta una realtà che non mi interessa e che non ho intenzione di commentare”.

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