Italiani all’estero, La Marca (Pd): sbagliato chiudere Istituto cultura di Vancouver

Nell’incontro che si è svolto nel pomeriggio dell’8 maggio presso la Farnesina tra il Sottosegretario agli affari esteri Mario Giro e i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero, l’on. Francesca La Marca è intervenuta sul delicato tema delle “razionalizzazione” delle strutture decentrate all’estero e, in particolare, sulla chiusura dell’Istituto di cultura di Vancouver.

“Sono sempre più convinta – ha dichiarato l’on. La Marca a margine dell’incontro – che gli Istituti di cultura debbano essere esclusi dal piano di chiusure, perché rappresentano i terminali di un sistema di promozione della cultura e della lingua italiane nel mondo che ha importanti risvolti nel rilancio più generale del Paese in ambito globale. In particolare, la chiusura dell’Istituto di Vancouver è un’operazione in pura perdita dell’Italia, per tutta una serie di ragioni. Prima di tutto perché negli anni ha dato una buona prova di sé e con lo svolgimento dei corsi di lingua ha abbattuto notevolmente i costi, di per sé non elevati, del suo funzionamento. In secondo luogo, perché esso copre un’area di rilevanza strategica nel panorama canadese, in quanto è a ridosso di regioni dotate di un grande potenziale di prodotti energetici e, quindi, destinate ad un forte sviluppo”.

“La stessa British Colombia è un’area di grande riferimento per il territorio canadese, sia in termini culturali che di dinamiche urbane assicurate dalla città di Vancouver. In terzo luogo, l’Istituto è collocato sulla costa del Pacifico, diventata una vera porta d’ingresso in America dall’Oriente e un luogo di intrecci sociali, interetnici e interculturali. Ho sollevato la questione – ha concluso l’on. La Marca – non per spirito localistico, ma nella convinzione che si tratti di un interesse vero e durevole per l’Italia. In ogni caso, non trascurerò a livello parlamentare alcuna occasione perché si rifletta meglio sulla questione e si ritorni saggiamente sui propri passi riassorbendo una decisione sbagliata”.

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