Italiani all’estero, il MAIE contro la tassa di 300 euro per chiedere la cittadinanza

Dopo l’approvazione al Senato dell’emendamento Tonini (Partito Democratico) che introduce una tassa per le domande di riconoscimento della cittadinanza italiana, i parlamentari del MAIE hanno rilasciato una nota in cui promettono battaglia per fare abrogare una norma da loro ritenuta “iniqua e discriminatoria”.

“Il Governo Renzi – spiegano in una nota l’On. Ricardo Merlo e l’On. Mario Borghese – è già stato molto criticato dal MAIE per la sua indifferenza alle questioni che riguardano gli italiani all’estero. Delusi da politiche che parlano solo di tagli, come quella di chiudere molte sedi diplomatiche e culturali, siamo addirittura allibiti dalla leggerezza con la quale il partito di governo sta affrontando la questione del  riconoscimento della cittadinanza italiana: in pratica subordinandone la domanda al pagamento di una tassa – e che tassa! – di 300 euro, secondo l’emendamento del Sen. Tonini approvato in Commissione Bilancio al Senato.

Questo emendamento, sostenuto da tutte le forze politiche che sostengono il Governo Renzi – hanno spiegato i due parlamentari del MAIE –  prevede infatti l’introduzione di una tassa di 300 euro da riscuotere per il trattamento della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana di persona maggiorenne.

In alcuni casi, poi, vedi in Venezuela o  in Argentina, sarebbe per tanti impossibile accedere al sacrosanto riconoscimento di questo diritto, perchè in questi paesi i cambi di valuta sono penalizzanti, e determinano e accentuano la discriminazione anche tra i connazionali residenti in diversi paesi.

Noi del MAIE denunciamo questa situazione che fa sì che il riconoscimento della cittadinanza italiana diventi un privilegio, e riteniamo questa tassa assurda, iniqua e discriminatoria”.

NESSUN COMMENTO

Comments