Italiani all’estero, il Maie avanza. E il PdL? Twitta… – di Andrea Verde

La vendetta é un piatto che si mangia freddo. Ne sa qualcosa Antonella Rebuzzi, fresca di adesione al Maie. Nel 2008 non venne rieletta. Arrivò terza ad un pugno di voti dal primo dei non eletti, Raffaele Fantetti, che, come i lettori ricorderanno, condusse un’agguerrita battaglia contro la falsa residenza estera di Nicola Di Girolamo. Avrebbe potuto unirsi anche lei al can-can mediatico-giudiziario e denunciare le contraddizioni di chi, pur lottando contro la residenza fittizia di Di Girolamo, viveva e lavorava a Roma (probabilmente a sua insaputa), nonostante la residenza a Londra! Poteva fare ricorso e forse l’avrebbe vinto; scelse la via del silenzio e ricominciò a lavorare con umiltà, dignità e discrezione.

Ora, davanti allo spettacolo indegno di un PdL ridotto ai minimi termini, in crisi di idee e di proposte, dilaniato da liti interne, completamente screditato in Italia come all’estero, Antonella Rebuzzi ha annunciato la propria adesione al movimento dell’On. Ricardo Merlo, rappresentato in Europa da Gian Luigi Ferretti. Ero stato facile profeta: non più tardi di una settimana fa scrissi che Ferretti ci avrebbe riservato delle sorprese e che avrebbe sicuramente strappato l’adesione al Maie di tanti delusi del Pdl. Eccone una prova!

Ferretti e Merlo in qualche settimana hanno scombussolato lo scenario politico degli italiani in Europa; come stupirsene, d’altro canto? Il Pdl si é ridotto ad essere un misero comitato elettorale guidato da un giulivo deputato toscano che, dopo aver passato gran parte del suo tempo a fare una stupida guerra interna a Massimo Romagnoli, si diletta a trascorrere le giornate inviando twit contro questo e quel giornalista. Il cinguettio assordante del deputato toscano accompagnato, come contrappasso, dal silenzio del senatore subentrato a Di Girolamo, capace tuttavia di mettersi in mostra per aver votato a favore della soppressione dei senatori eletti all’estero, ci dà la misura di un vuoto politico che non si può certo pensare di riempire con qualche riunione di pochi intimi a Londra alla presenza, per giunta, di quello che fu – secondo la mia opinione personale – il peggior ministro degli esteri che l’Italia abbia mai avuto!

A poco possono servire gli sforzi di chi, come Angela Piscitelli, Simone Ceramicola, Roberto Basili o Giancarlo Gallani, vorrebbe avanzare proposte serie: la loro riunione di Bruxelles del marzo scorso, dove aderirono circa cinquanta persone, venne snobbata dal deputato toscano che é, tra le altre cose, il responsabile del Pdl in Europa!

Lo stesso discorso vale per Massimo Romagnoli: la sua battaglia nel Pdl rischia di trasformarsi in un bagno di sangue. Romagnoli, Piscitelli, Ceramicola, Basili farebbero bene a trarre le dovute conseguenze e ad aderire ad un movimento che ha come obiettivo principale quello di unire gli italiani all’estero, senza alcuna discriminazione, nepotismo o favoritismo.

E veniamo a Futuro e Libertà: non voglio certo polemizzare con Aldo Di Biagio che stimo e di cui apprezzo le idee, l’impegno e la buona volontà dimostrata. L’amicizia profonda che mi lega ad Aldo non può impedirmi di fare una riflessione amara: per troppo tempo si é lasciato credere che i destini del partito di Fini in Europa si sarebbero giocati in un asse ideale Stoccarda-Londra tra due candidati in pectore che hanno agito come se gli altri non esistessero. Tutte le azioni lo hanno lasciato supporre, compresa l’elezione del coordinatore europeo del Ctim, apparentemente priva di risvolti politici. Il risultato é stata la fuga in massa di coloro che in un primo momento avevano aderito al movimento futurista. Il caso più eclatante é stato quello di Giordano Gardelli che se ne é andato sbattendo fragorosamente la porta.

Io penso che il Maie e il Fli sapranno trovare una sintesi politica in vista delle prossime elezioni e sapranno scegliere candidati all’altezza della situazione evitando pericolosi personalismi, facendo in modo che possano avanzare persone con idee e con entusiasmo e non persone capaci solamente di vantare un peso economico o clientele di vario tipo.

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