Italiani all’estero, il made in Italy va difeso a tutti i costi – di Emanuele Esposito

La cucina  Italiana, l’agricoltura, il turismo, le bellezze artistiche: queste quattro cose rappresentano senza dubbio il poker d’assi dell’Italia. Sono risorse che vanno valorizzate e rilanciate. Per questo, nella mia personale battaglia all’interno della politica, metterò al primo posto questi obiettivi: non possiamo più far finta di nulla, abbiamo il più grande patrimonio mondiale e non voglio svenderlo, ma rilanciarlo sì.

L’Italia ha i numeri e la forza per cambiare rotta, partendo dalle origini, dalla Storia; il nostro patrimonio culturale, artistico e alimentare in questi ultimi decenni è stato svenduto alle multinazionali, lo Stato deve riprendere il ruolo che aveva fino agli anni ’90. Le privatizzazioni, quelle che dovevano rilanciare l’azienda Italia hanno contribuito solo a fare delle speculazione economica, facendo arricchire quattro signori e mettendo in ginocchio famiglie intere: è assurdo che un Paese come l’Italia sia costretto a comprare materie prime dall’estero.

L’obiettivo principale è di creare un grande gruppo di lavoro che raccolga tutte le anime della grande famiglia della ristorazione, del turismo e della cultura: un gruppo che avrà l’obbligo di rilanciare l’Italia sia all’interno dei confini che all’estero, e che faccia anche battaglie politiche nelle sedi europee. Non possiamo piegarci alla volontà della Comunità Europea per dare spazio ad altri Paesi, l’Italia è un Paese basato sull’agricoltura, che produce ricchezza dalla propria terra. Ripartiamo dalle origini, altrimenti saremo perdenti: basta con i giochi di potere, qui o si fa sul serio o si muore di fame.

Una delle proposte che cercherò di portare avanti è l’accorpamento dei ministeri di politiche agricole, turismo e sviluppo in un solo ministero; oltre a ridurre gli sprechi, avere questi tre ministeri uniti darebbe ad essi maggiore importanza politica e un miglior coordinamento fra le parti.

Il Made in Italy va difeso anche con battaglie politiche, partendo dai dazi doganali, lo sblocco dei terreni demaniali, creando delle aziende agricole per i giovani: bisogna combattere il fenomeno dell’italian sounding in tutte le sedi. Nei prossimi mesi chiederò di fare un incontro con tutte le parti per discutere di iniziative comuni per mettere a punto un disegno di legge per creare una sorta di SOPOXA Italiana.

Tutti gli italiani, le associazioni, devono incominciare a pensare in maniera diversa, l’unità non vuol dire perdere l’identità di ogni singola associazione. Da oggi per quanto mi riguarda parte la mia campagna elettorale, volta a rilanciare l’Italia che lavora e che vuole lavorare, in difesa della nostra identità: siamo un Paese di contadini, è da loro che voglio iniziare.

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