Italiani all’estero, il CTIM sui Comites: ‘Avevamo ragione, ma ora tutti al voto’

Comites e Cgie? “Avevamo ragione, ma ora tutti al voto”. Così il nuovo numero del mensile Prima di tutto Italiani, foglio del Comitato Tricolore per gli italiani nel mondo, secondo cui non proprio un campione di liberalismo e modernità del passato disse che «per fare la frittata bisogna rompere le uova». Una metafora per istigare all’interventismo e al volersi sporcare le mani. 

“Da queste colonne – osserva in apertura il foglio targato CTIM – lo avevamo vergato, senza peli sulla lingua e con onestà intellettuale. Cambiare è utile, ma occorre una ratio e non una fretta gattopardesca per poi giungere a depennare ciò che si ritiene inutile. Avevamo ragione? Può darsi, ma alla fine della fiera non conta poi molto”.

E sottolinea: “Quello che ci preme sia molto chiaro è che non si può giocare ad occhi chiusi sulla pelle degli altri, che il dialogo e la condivisione non devono essere solo oggetto di mera apparenza. E soprattutto, Comites e CGIE inclusi, che serve far sentire la propria voce, con eleganza ma con fermezza, perché le battaglie sono tali solo se portate avanti fino in fondo e con orgoglio, così come la storia del ministro degli Italiani all’Estero Mirko Tremaglia è lì, intatta, a testimoniare. Senza bisogno di frizzi, lazzi e selfie di circostanza. La sorpresa, nell’uovo pasquale targato 2015, è solo una macroscopica evidenza”.

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