Italiani all’estero, ho partecipato a concorso per impiegato consolare: ecco com’è andata – di Riccardo Nanini

Gentile Direttore,

          quanto guadagna un Console Generale? Diecimila, undicimila, dodicimila euro al mese? E che studi fa di solito un Console Generale? Giurisprudenza? Scienze politiche?

Il minimo che ci si possa aspettare da un Console Generale è che gestisca con mano affidabile e sicura l’ordinaria amministrazione, e in particolare quella di casa sua: la vita del Consolato che dirige, ad esempio. I concorsi per l’assunzione di nuovi impiegati, per dirne una. Redarre un bando di concorso, istituire una commissione, far eseguire le prove d’esame senza intoppi e valutarle in modo che tutti siano soddisfatti. Da uno che guadagna dodicimila euro al mese ed è laureato in giurisprudenza non ci si può aspettare altro, appunto. I nostri diplomatici, del resto, pare siano i meglio retribuiti del mondo.

Per questo mi sconcerta profondamente l’imbarazzante livello di dilettantismo che ho ahimè vissuto in prima persona nelle scorse settimane. Vivo in Germania da ormai quattordici anni e ho pensato bene di far domanda per un posto da impiegato a contratto al Consolato Generale di (…). Gli esami sono andati bene: sono arrivato primo su 35 partecipanti. Ero proprio contento. Ho presentato la mia bella documentazione e ho atteso fiducioso la telefonata che mi invitasse ad andare a firmare il contratto. Mi hanno sì telefonato dal Consolato, ma all’apparecchio ho sentito la voce del Console in persona. «Ci siamo sbagliati», ha detto. Eh, sì.

La Commissione, da lui presieduta, ha assegnato i punti pensando forse che il bando si potesse interpretare liberamente, come L’italiano di Toto Cutugno o i Pagliacci di Leoncavallo. Così ha dato due punti e mezzo là dove se ne potevano dare solo due, o quattro là dove non se ne potevano attribuire che tre. A fine febbraio lavata di capo da Roma e… C’è un nuovo conteggio, eseguito in una nuova seduta dalla Commissione, non proprio limpidissimo (ma questa è un’altra storia), limitato comunque ai titoli di merito. E una nuova vincitrice. Per 0,5 punti su 100. «Noi continuiamo a pensare che Lei fosse il candidato migliore», mi ha rassicurato il Console al telefono. Non è finita.

I geni della Commissione hanno sbagliato anche le medie dei candidati: i voti di diversi concorrenti assegnati nelle schede di valutazione non corrispondono a quelli assegnati nei verbali e alle medie corrispondenti. Colpa delle diavolerie moderne, tipo Microsoft Excel. Meno male che uno dei membri è un esperto di informatica.

All’inizio di aprile, ulteriore conteggio, ulteriore seduta della commissione, ulteriore verbale. Stavolta c’è anche una modifica della valutazione delle prove d’esame.

Alla fine della giostra sono secondo, ma a pari merito con una candidata che prima era terza. «Noi continuiamo a pensare che Lei fosse il candidato migliore», mi ha rassicurato il Console, stavolta di persona. E allora – gli ho chiesto – perché non mi avete tenuto? Perché la date vinta per mezzo punto alla burocrazia? Ha allargato le braccia, drammatico, come a suggerirmi che contro la burocrazia non si puó nulla. Neanche dodicimila euro al mese e una laurea in giurisprudenza.

Cordiali saluti, Riccardo Nanini, e-mail

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