Italiani all’estero, Ferrigno (Insieme) a ItaliaChiamaItalia: Siamo un movimento libero dalla schiavitù dei partiti – di Barbara Laurenzi

Newark – “Se devi votare per qualcuno, inizia votando per te stesso”. È lo slogan del movimento civico Insieme e, tradotto, significa “italiani del Nord America scegliete la nostra lista, nata da persone che vivono in questo paese e rispondono solo alle esigenze dell’elettore”. Salvatore Ferrigno si presenta con queste parole a i suoi elettori nella speranza di recuperare i voti che, già nel 2006, lo avevano portato a sedere sugli scranni della Camera.
 
All’epoca, però, Ferrigno poteva contare sull’apporto di Forza Italia e di Silvio Berlusconi. Le stesse persone che lo avevano scelto perché legato a una tradizione liberale confermeranno la loro preferenza per il candidato? Sceglieranno di seguirlo, quando sapranno si presenterà con una lista civica? In sintesi, su quali voti può contare un movimento che intende porsi come alternativa per le prossime elezioni?  

ItaliaChiamaItalia lo ha domandato al segretario Salvatore Ferrigno, incontrandolo in occasione del recente congresso che, sabato 23 giugno, ha riunito a Newark i fondatori del movimento, incaricati di individuare entro settembre i candidati da presentare nel 2013.

Ferrigno, lei torna sulla scena politica con una nuova realtà. Quali sono gli obiettivi?

Il movimento Insieme per gli italiani vuole porsi come lista civica alternativa ai partiti, dai quali ci distanziamo perché non ci riconosciamo più nel loro operato. Se fossi al posto dei miei colleghi, mi vergognerei a ripresentarmi agli elettori in nome di un partito, visti tutti gli scandali accaduti e gli scarsi risultati ottenuti.

Da chi è composto il movimento?

Siamo una realtà politica ma non partitica, al nostro interno ci sono i maggiori rappresentanti dei Comites locali. Sappiamo come muoverci, conosciamo la gente del territorio e, in questi anni, non ho mai smesso di visitare le varie comunità, anche se non ero deputato. Le persone mi conoscono e i membri del comitato sono ben radicati nella realtà nordamericana.

Nel corso del congresso si è parlato molto di “recupero della dignità degli italiani nel mondo” ma, al di là delle promesse generiche, quali saranno le azioni concrete del vostro programma?

Ovviamente un capitolo fondamentale è rappresentato da lingua e cultura. Ma, soprattutto, vogliamo far riconoscere il contributo che possiamo apportare, potremmo far fruttare la ricchezza degli italiani nel mondo nel vero senso della parola. La prima proposta di legge che presenterò sarà in favore di un abbassamento del regime fiscale per gli italiani che vivono all’estero e che siano intenzionati a tornare a investire da noi. Dovremo fare in modo che i capitali rientrati siano garantiti, non si tratta di uno scudo fiscale.

Pensa che chi vive all’estero sia interessato a far tornare i suoi capitali in Italia? Per quale motivo dovrebbe farlo?

Molti connazionali hanno fatto fortuna fuori, ma sono rimasti legati alla madre patria, tornerebbero volentieri, con le giuste condizioni. Dobbiamo puntare a un’immigrazione di ritorno con valori civili, che sappia veicolare i principi sociali appresi all’estero. Quando ero in Parlamento ci fu, purtroppo, l’omicidio di Raciti e in quell’occasione mi scandalizzai per la pena massima imposta in Italia in questi casi, solo quindici anni. È ingiusto trattare in questo modo chi serve la patria e i suoi familiari, in America si ragiona in maniera diversa. Per questo ho proposto di aumentare la pena a trenta anni ed estendere il grado di tutela verso i parenti delle vittime.

Lei pensa che gli italiani nel mondo siano interessati a legiferare sui poliziotti italiani?

Io penso che un deputato o un senatore eletto all’estero debba occuparsi ad ampio raggio di tutte le questioni nazionali, altrimenti si ghettizza da solo. Anche questo serve ad avere peso in Parlamento.

A proposito di Parlamento, lei critica apertamente i partiti ma, se i vostri candidati dovessero essere eletti dovranno necessariamente collaborare con gli altri. A quale gruppo parlamentare pensate di iscrivervi?

Al gruppo misto, ma non escludiamo l’ipotesi di poterne formare uno specifico.

Ma per ottenere dei risultati, per far approvare un disegno di legge o comunque per avere peso in aula, dovrete obbligatoriamente unirvi ad altri. O pensate di farcela da soli?

È chiaro che i nostri parlamentari tenderanno ad aggregarsi, ma solamente con i colleghi incensurati e seriamente intenzionati a lavorare per la nostra causa.

Solamente incensurati? Forse questo restringerebbe troppo il cerchio, vista l’attuale situazioni in Parlamento. Di recente è stato salvato anche De Gregorio.

L’altra proposta che sono intenzionato a presentare riguarda proprio questo argomento, chiederò l’ineleggibilità e la non candidatura di persone che abbiano pendenze con la giustizia. Prima di varcare la soglia, si deve presentare un certificato sull’assenza di carichi pendenti, se ci sono meno ladri si fanno meno ruberie.

Lei proviene dal centrodestra, prediligerete quest’area politica?

Anche se ho una nota storia di destra, questo non esclude che si possa collaborare con un eventuale governo di centrosinistra qualora si dimostri sensibile alle nostre richieste.

Nessuna alleanza elettorale?

No, faremo dopo gli accordi con le forze di governo, presentando le richieste in favore dei diritti dei nostri connazionali nel mondo.

In una recente intervista a ItaliaChiamaItalia, a proposito dei movimenti e delle liste civiche, l’esponente Pd Eugenio Marino ha dichiarato che da soli non si riesce a ottenere nulla in Parlamento. Nella realtà dei fatti non è così?

Questo dimostra la disperazione di una classe politica allo sbando. Non mi riferisco solo al Pd, ma a tutti: hanno dimostrato di essere insufficienti per la guida di un Paese. Un Parlamento fatto da un’ampia maggioranza di centrodestra non è stato in grado di riformare il Paese e addirittura ha delegato i tecnici, non ha avuto nemmeno il coraggio di andare alle elezioni. La sconfitta politica non appartiene a un solo colore, si scoprono troppi scandali ormai.

Proprio per queste sue dichiarazioni, c’è chi l’ha definita il Grillo dell’estero. Si riconosce in questa definizione?

Solo per alcuni aspetti. Come dissenso dalla forma politica ha ragione, lui è l’unica persona che scende tra la gente e ha riportato le persone in piazza. Per gli aspetti ideologici e di intenti, siamo molto diversi.

Non è facile contestare i partiti quando si è già stati eletti con uno di essi? Perché l’elettore non dovrebbe pensare che questo movimento è solo un suo modo per rientrare alla Camera, dopo che la sua formazione politica non l’ha ricandidata?

Sinceramente, il movimento comporta un impegno fisico e finanziario che non mi converrebbe, se non fossi animato da un forte interesse verso la causa. Dobbiamo imparare che le istituzioni non sono modo per arricchirsi, ma per migliorare il Paese.

Il fatto che, dopo Forza Italia, si sia avvicinato all’Udc non gioca a suo favore…

Non ho mai fatto parte dell’Udc, come dicono alcuni. Ho solo dato una mano dopo che non ero stato ricandidato.

Per quale motivo non è stato ricandidato da Forza Italia?

Ufficialmente hanno detto che non sono stato candidato perché non corrispondevo agli interessi del partito. Non ho avuto spiegazioni più specifiche, io non contesto la scelta ma la forma. È stato vergognoso, mi hanno tolto negli ultimi cinque minuti prima di presentare la lista, avevo già firmato e non mi hanno dato modo di organizzarmi per presentarmi in maniera alternativa. Da quel momento sono spariti. La gente incensurata viene messa alla porta, la gente con pendenze sta ancora lì in Parlamento.

Non vuole solo vendicarsi con chi le ha fatto questo sgambetto?

Non ho intenzione di fare vendetta. Anzi, non ne ho bisogno. Nel movimento ci sono tutti quelli che hanno creato, con me, Forza Italia in Nord America. Prima non esisteva, l’abbiamo fatta nascere noi e le stesse persone che votavano Fi, quando hanno saputo della mia esclusione, mi hanno spronato a creare un movimento libero. Sono stato felice del calore che mi è stato dimostrato, senza tutte queste persone che mi sostengono, e che formano il coordinamento, non sarei riuscito a trovare la forza di far nascere Insieme.

Da come parla, sembra che sappia di poter contare sui voti che erano di Forza Italia?

Sì, ma non è esatto dire che siamo i vecchi di Fi. Nella nostra lista civica ci sono persone di storie diverse, scontenti di destra e sinistra. Se qualcuno pensava che non ricandidarmi volesse dire tagliarmi le gambe si sbagliava di grosso. Ho dimostrato che non è così, mi aspettavo che mi abbandonassero tutti e invece i miei sostenitori non mi hanno mai lasciato solo, mi hanno spronato e oggi mi sono accanto, con loro ho superato momenti difficili, oggi siamo pronti a vincere.

Quali altri voti pensa di avere già in mano?

Avremo gli stessi voti della scorsa elezione più altri, perché siamo apartitici, ci stiamo avvicinando a più persone. Saremo l’ago della bilancia che si muoverà in base alle esigenze dei connazionali. Anche i mille, quando sono partiti, erano in pochi e non sapevano se avrebbero ottenuto il risultato sperato e invece hanno fatto la storia.

In quali zone siete più forti?

In Usa siamo presenti ovunque, in Canada stiamo lavorando bene. I nostri dirigenti sono gente già eletta dai residenti nei Comites, sono stati già scelti dalla gente.

Quali sono i tempi per l’identificazione dei candidati per il 2013?

Un paio di mesi, dopo agosto avremo i nomi scelti dal gruppo dei dirigenti fondatori. Io, invece, mi autosospendo dalla partecipazione alla scelta dei candidati.

E quali saranno le prossime azioni del movimento?

Prima l’informazione, ci vogliamo far conoscere ancora di più. Veicoleremo l’informazione potenziando il sito.

È stato contattato dai colleghi del Nord America? Come hanno commentato la sua iniziativa?

Hanno visto il movimento come un’iniziativa di coraggio. Io proverei vergogna a chiedere voti in Nord America, dopo tutto quello che è successo, per portarli ai partiti sapendo che ci saranno cinque euro di rimborsi elettorali per ogni voto utilizzati dai partiti per uso personale. Sono soldi tolti da pensioni e stipendi della gente, come si fa a non provare vergogna?

Dimentica che anche voi, in caso di vittoria, prenderete soldi dal rimborso elettorale?

Non li accetteremo o li destineremo ai connazionali all’estero, attraverso un fondo o delle iniziative.

Qual è il suo parere sull’operato degli onorevoli Berardi e Giordano, eletti PdL nella ripartizione Nord e Centro America?

Sono persone amabili ma, dal punto di vista tecnico, non erano abbastanza preparati per poter svolgere il proprio ruolo. Si sono impegnati, ma non avevano i giusti requisiti.

Anche lei è già stato in Parlamento. Per quale motivo stavolta dovrebbe ottenere maggiori risultati?

Perché stavolta entro senza catene, sono sciolto dai vincoli del partito e posso agire come voglio. La volta scorsa ero legato a una realtà politica che mi ha limitato.

Gli eletti, da sempre, non riescono a fare squadra per portare avanti una battaglia unica. Almeno lei, che si dichiara libero, proverà a superare le ideologie per creare un fronte comune?

Sì, ma è difficile dialogare con qualcuno che voglia fare politica a servizio dei partiti. Ciò che è successo a me con il Pdl prima o poi capiterà a tutti, l’unica salvezza è rompere le catene e ottenere risultati.

Sta dicendo che dovrebbero candidarsi tutti attraverso liste civiche?

I miei colleghi si candideranno e saranno ancora servi dei partiti, molti di loro devono starsi zitti perché altrimenti viene addirittura tolto l’appoggio al voto estero. L’Italia deve risorgere, abbiamo festeggiato i 150 anni di Unità ma stiamo sparendo, dovremmo portare rispetto per coloro che hanno lottato per liberare la patria e invece siamo pieni di stranieri.

Lei è emigrato in passato e contesta chi emigra oggi?

Parlo così proprio perché vivo in America, qui ti insegnano l’inno a quattro anni. Ci sono molti stranieri, ma rispettano questo Paese.

L’operato degli eletti è nell’occhio del ciclone per l’assenza di peso in Parlamento. Per quale motivo dovremmo credere che lei potrebbe riuscire dove altri hanno fallito?

Stavolta ce la farò, perché io e i rappresentanti del movimento non siamo più legati a un partito che ci vincoli. Ho già avuto questa esperienza e l’unica maniera per portare a casa risultati veri è sciogliersi da certi schemi. Non e’ vero che da solo non puoi fare nulla, da solo sono libero.

NESSUN COMMENTO

Comments