Italiani all’estero, Ferretti (MAIE): obiettivo 100mila voti in Europa, il futuro è nostro (VIDEO)

Gian Luigi Ferretti, durante il primo Congresso MAIE Europa, tenutosi a Verona il 27 e 28 ottobre, ha svolto un lungo intervento nel quale ha toccato i temi più importanti e attuali, relativi alla politica che riguarda gli italiani all’estero e agli obiettivi che si propone il movimento fondato e presieduto dall’On. Ricardo Merlo.

Ferretti – come potrete vedere nel video che pubblichiamo in questa pagina – ha anche colto l’occasione per rispondere a modo suo alle tante maldicenze, notizie false, illazioni circolate in questo periodo di pre-campagna elettorale nei riguardi del Movimento Associativo italiani all’estero.

“Dicevano che il MAIE è roba da Sud America, non esportabile in Europa. Eccoci qua! Il MAIE in Europa? Un sicuro fallimento: eccoci qua! Dicevano: non c’è spazio per il MAIE in Europa. Eccoci qua! Eccomi qua, con gioia ed orgoglio, a dichiarare aperto il primo Congresso MAIE Europa”. Ha esordito così Ferretti, che ha voluto anche spiegare le ragioni per cui il congresso non è stato annunciato pubblicamente: “Non l’abbiamo fatto semplicemente per evitare di essere di più di quanti siamo oggi. Abbiamo pensato una giornata di lavoro, di analisi per i quadri dirigenti. E non un comizio con tanta gente. Naturalmente organizzeremo anche manifestazioni di massa, ma non oggi”. Perché “oggi discuteremo di vari temi relativi agli italiani nel mondo. Perchè siamo un movimento culturale ancor prima che politico”. E di certo “non ci siamo costituiti in vista delle elezioni come comitato elettorale per fare eleggere l’uno o l’altro”. D’accordo, è vero, “le elezioni sono un fatto importante, ma per noi rappresentano una tappa sul nostro cammino”.

Il Coordinatore MAIE per il Vecchio Continente ha sottolineato: “Non ci interessa il chiacchiericcio sulle alchimie della politica italiana. Chi va con chi, chi non vuole andare con chi. Non ce ne frega niente. Noi siamo noi. Non abbiamo padroni che possano decidere per noi. Siamo padroni di noi stessi. Nessuno ci impone nulla. Decidiamo da noi”.

La vera ricchezza del MAIE? L’autonomia. “Liberi, finalmente liberi dalle logiche partitiche e di destra-sinistra. No ai partiti tradizionali, che hanno ampiamente dimostrato di infischiarsene degli italiani nel mondo”. E per quanto riguarda le alleanze, saranno “intelligenti e furbe, per raggiungere i nostri scopi. Per servirci degli altri, eventualmente. Mai per servirli”.

Guardando alle prossime Politiche, “non perdiamo tempo con i discorsi sulle candidature. In questo momento nessuno è candidato. O sono tutti candidati. Il Maie, quando sarà il momento, candiderà chi lo merita, chi ha lavorato. Le candidature le decideremo insieme”.

IL PROGRAMMA “Qual è il vostro programma? Ci viene chiesto. Vedo che altri scrivono pagine e pagine di programma, con paragrafi, commi… Per cambiare ogni aspetto dell’Italia. Costruiscono programmi come certi schizofrenici costruiscono con gli stuzzicadenti meravigliosi velieri in bottiglia, belli, curati nei minimi particolari. Velieri che naturalmente non navigheranno mai. Invece noi siamo pronti a manovrare come un’agile nave corsara che appare all’improvviso e scompiglia la grande flotta con azioni veloci e mirate. Noi siamo un movimento moderno, giovane, agile e soprattutto – come tutti i grandi movimenti della storia – pragmatico. Fosse per me farei un programma con un solo punto, che a pensarci bene basta ed avanza: il MAIE si impegna a valorizzare e difendere gli italiani nel mondo. Per oltre 30 anni sono stato al fianco di Tremaglia. Non gli ho mai chiesto quale fosse il suo programma. Era intuitivo. Noi siamo nel segno di Tremaglia, che sognava l’unione degli italiani nel mondo, non voleva divisioni. ‘Non esportiamo i partiti italiani all’estero – diceva – ma costruiamo un grande movimento espressione delle associazioni, quelle associazioni che hanno tenuto insieme le nostre comunità, che hanno gelosamente custodito e tramandato le tradizioni della Patria’. Se questo non è il MAIE…”. “Vedrete cosa sarà capace di fare un gruppo unito e competente di parlamentari del MAIE. Questa è la rivoluzione che la nostra gente ha sognato e che noi stiamo avverando”.

“MI FIDO DI MERLO” “Il nostro leader è nato e cresciuto in Argentina, è figlio di un emigrato. L’ho conosciuto che era poco più di un ragazzo, impegnato nelle associazione venete in Argentina, poi l’ho trovato nel Cgie, poi ancora presidente del Comites di Buenos Aires. Io mi fido di Merlo! Un volto nuovo con una storia personale di impegno, di passione”.

L’INVIDIA “Dicevo che c’è tanta ammirazione attorno a noi, tanta attesa, tanto interesse. Ma anche tanta invidia. Vedete: mi sono accorto subito che non era affatto difficile fare affluire nuovi aderenti. No, il difficile è lasciare fuori chi vuole venire con noi per ricavarne vantaggi personali. Naturalmente una selezione spietata di questo genere, lascia inevitabilmente una scia di rancori di chi si vede tagliato fuori dalla bella, gioiosa famiglia del Maie. Una grande realtà rispecchiata nei quadri dirigenti qui in questa sala. Guardiamoci, ci sono volti noti, direi storici, del mondo dell’emigrazione e tanti volti nuovi. Emigrazione tradizionale e nuova emigrazione. C’è gente che viene da destra, altri che vengono da sinistra, altri che non si sono mai occupati di politica. Gente che si è messa a disposizione con entusiasmo e che oggi è accorsa qui sacrificando denaro e tempo. Non per fare turismo in questa bellissima città, ma per lavorare. Un’intensa giornata di lavoro. Siamo qui per parlare e per ascoltare, per analizzare, per discutere. Il nostro obiettivo? 100.000 per l’Europa, centomila voti”.

UN CONGRESSO APERTO A TUTTI “Altri recentemente si sono radunati – spese pagate – a porte chiuse per parlare esclusivamente di elezioni e di candidature. Questo nostro Congresso è aperto, non ci riuniamo a porte chiuse come ladri per spartirsi un bottino elettorale. Lasciamo ad altri questa pratica, noi non abbiamo nulla da nascondere, anzi siamo felici di fare vedere il nostro impegno, la nostra serietà nel lavorare e la nostra allegria nello stare insieme. Non sanno più come fermarci. Sono disperati. Le stanno provando tutte. Notizie false, calunnie… Ma noi rimaniamo sereni. Non rispondiamo convinti che il migliore modo di insultare qualcuno consista nel non fare caso ai suoi insulti. Ormai – come dice un nostro slogan – il Maie fa, gli altri commentano quello che fa il Maie”.

CONGRESSI NAZIONALI PER L’EUROPA “Vi annuncio che a breve inizierà la serie dei Congressi nazionali. Cominceremo con la capitale d’Europa, Bruxelles. Poi sarà la volta di Stoccarda. Di Parigi.  Quindi Zurigo. E poi Londra”.

“IL FUTURO CI APPARTIENE” “Voglio concludere come ho concluso davanti a 2mila persone a Buenos Aires, quando ho annunciato la mia adesione al MAIE: ‘Mi sento felice e realizzato nel Maie. Perchè malgrado i miei capelli bianchi e le rughe di tante battaglie, qui ho ritrovato tutto l’entusiasmo dei miei vent’anni. Ho trovato ancora una bandiera da innalzare al sole ed una canzone da gettare al vento. Per dirla proprio con Tremaglia – vince sempre chi più crede. IO CREDO! VOI CREDETE! E quindi il domani appartiene a noi!”.

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