Italiani all’estero, Fedi (Pd) sul Comitato italiani nel mondo e Cgie

Foto di Peppino Troiani, 20/05/2006

Credo sia necessario esprimere una valutazione politica positiva sulla ripresa dei lavori del Comitato per gli italiani nel mondo della Commissione affari esteri della Camera e sull’incontro con una delegazione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, impegnato con i lavori della plenaria e nell’organizzazione di un importante seminario sulla promozione e diffusione di lingua e cultura italiane nel mondo.

Il Comitato rappresenta uno degli strumenti di confronto parlamentare sui temi degli italiani nel mondo e il calendario di incontri settimanali auspicato dal Presidente darà l’opportunità ai componenti di discutere sui temi più urgenti, a partire dalla riforma elettorale, ma anche su un pacchetto di proposte di riforma da trasmettere al nuovo parlamento dopo le elezioni politiche.

Credo utile ribadire l’assoluta importanza della nostra rete di rappresentanza nel mondo, Comites e Cgie in prima fila, e la rete associativa che, con impegno, passione e generosità, continua incessantemente a sostenere le nostre comunità nel mondo – ha dichiarato l’On. Fedi, intervenuto ai lavori del Comitato e nella seconda giornata dei lavori del CGIE. Abbiamo bisogno però di un Governo che ci dica come intende far funzionare questo quadro di rappresentanza, con quali strumenti e risorse, e soprattutto come intende procedere con le elezioni, troppo a lungo rinviate. Questo è il problema sul quale dobbiamo insieme impegnarci per trovare una risposta che migliori gli strumenti della partecipazione democratica degli italiani all’estero.

Deve essere un impegno di tutti. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità – ricorda Fedi – perché siamo a fine legislatura, siamo tutti consapevoli che occorre una radicale inversione di tendenze rispetto al vuoto di riforme e ai tagli del Governo Berlusconi e al modesto recupero di risorse del Governo Monti.

Importante tornare a parlare di politica e di rinnovamento dei partiti – conclude l’On. Fedi – anche nei luoghi dell’ascolto, come il CGIE. I partiti sono strumento di democrazia quindi è utile che si presentino come tali, senza maschere. Ancor più utile se evitassero di condizionare il lavoro del CGIE dall’interno. È importante, invece, che ascoltino il CGIE e agiscano in sede parlamentare in coerenza con i propri valori e principi e seguendo meticolosamente tutti gli atti e i passaggi parlamentari.

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