Italiani all’estero e PdL, imboscata elettorale per l’emigrazione molisana – di Barbara Laurenzi

Roma – Finalmente il Pdl si ricorda dell’emigrazione italiana. Non ci credete? Dopo anni di tagli e limitazioni, il partito più in picchiata d’Italia torna a rivolgere le proprie attenzioni a questo settore con un solo e sincero fine, scroccare voti.  Già, avete letto bene. Del resto, le elezioni si avvicinano e bisogna scaldare i motori. Ed è così che domenica 2 dicembre viene organizzata una festa per l’emigrazione molisana presso il Palacavicchi di Ciampino. L’evento, però, si delinea fin dall’inizio come un’imboscata elettorale per raccogliere voti, tanto che molte associazioni declinano l’invito, a cominciare da quelle legate ai molisani nel mondo.

La prima a chiamarsi fuori è ‘Forche Caudine’, attiva dal 1989 e storico punto di riferimento della comunità molisana a livello internazionale, inviando una newsletter dall’eloquente titolo “Festa di parenti, non ci saremo” ad oltre cinquemila molisani in tutto il mondo. Sulla stessa linea si pongono altre associazioni. Giovanni Scacciavillani, presidente dell’Associazione Molisana, nata nel 1989, firma una lettera aperta in cui prende le distanze dall’evento. Stigmatizza la scelta anche Andrea Pietravalle, presidente del circolo Base Molisana.

Il motivo di tanto fermento è presto detto, basta andare a indagare nelle radici dell’incontro. La ‘Festa dei molisani a Roma’, solo in teoria rivolta all’emigrazione molisana, è promossa dalla neonata associazione Romol con sede a Roma, in via Tuscolana 695, presso gli uffici di un’altra associazione, presieduta da Davide Mancini, che sul suo sito personale si definisce “Delegato relazioni al pubblico del consigliere comunale Pdl Giordano Tredicine”.

Gli stessi vertici dell’associazione Romol riconducono a Tredicine, nome molto noto nella Capitale. Il presidente è, infatti, Antonino Molinaro, ex consigliere di Forza Italia della Regione Molise e cavaliere dei Templari. Sarà una casualità ma Tredicine e Molinaro sono originari rispettivamente di Schiavi d’Abruzzo e di Trivento: paesi che di fatto monopolizzano il commercio ambulante romano.

Il programma dell’evento prevede una passerella tutta dedicata al centrodestra. In scaletta il sindaco di Roma Alemanno e l’ex governatrice del Lazio Polverini – ma ovviamente non il presidente della Provincia Zingaretti -, il consigliere comunale Tredicine, il consigliere regionale Pino Palmieri (ancora Pdl) e, ospite d’onore, Fabrizio Cicchitto. Poi tutto il vertice di centrodestra del Molise, in testa il governatore Michele Iorio. Tra la Regione Molise e l’iniziativa c’è proprio un’osmosi: l’associazione Romol usa il logo regionale come simbolo e le Camere di commercio molisane raccolgono, tramite moduli ufficiali, l’adesione di aziende per partecipare alla kermesse romana.

A un evento del genere non possono mancare i classici pullman, venti per l’esattezza, messi a disposizione dai sindaci dei Comuni molisani che informano ufficialmente la cittadinanza della possibilità di usufruirne gratuitamente. I pullman, resi disponibili dagli stessi organizzatori, “partono da Roma per raccogliere almeno un migliaio di “Molisani del Molise” in regione e trasformarli in “Molisani a Roma” nel Palacavicchi”, come racconta a ItaliaChiamaItalia una fonte che preferisce mantenere l’anonimato. 

Parte l’allegra carovana di molisani che, ufficialmente invitati a una festa a loro dedicata, si ritrovano invece di fronte a quell’unione variopinta e folkloristica che costituisce ormai il Pdl romano. Niente ancelle e vestiti da maiale questa volta, per carità. Si tratta di una cosa raffinata, così sobria che anche i relatori si lamenteranno “di non aver avuto la possibilità di mangiare nemmeno un panino”. L’evento, infatti, si è rivelato un boomerang per gli organizzatori che si aspettavano 10mila persone. Gli intervenuti parlano di 600 presenze, nonostante i venti pullman spediti dal Molise, e alcuni espositori si lamentano addirittura di non aver esaurito nemmeno i materiali gratuiti. Il flop di presenze è dovuto a diverse cause. Il Pd molisano e romano, per bocca di Michele Petraroia (Molise), Antonello Ciancio, Umberto Marroni, Paolo Masini (Roma), avevano avanzato chiarimenti, il tam tam della rete ha fatto il resto. Così, su 5.496 inviti partiti tramite Facebook dai promotori per l’evento, annunciano la presenza alla kermesse appena 174 persone, promotori compresi.

“Non è vero, come sostengono gli organizzatori, che sono stati premiati Fred Bongusto e Laura Biagiotti, abbiamo contattato gli uffici stampa che hanno smentito la partecipazione dei due nomi noti alla manifestazione. Anzi, la stilista sembra sia pure risentita perché costretta da giorni a negare le sue presunte origini molisane – spiega l’associazione Forche Caudine, aggiungendo di non aver aderito all’iniziativa perché – avevamo sospettato fin da subito la strumentalizzazione per fini politici non dichiarati della folta comunità molisana di Roma e provincia, 50mila persone in tutto”.

Il colpo di grazia agli organizzatori e al Pdl, però, lo fornisce Franco Valente, uno dei maggiori intellettuali molisani invitato alla kermesse in qualità di conferenziere per la cultura, ma annunciato dalla presentatrice come un cantante. È proprio Valente a raccontare l’incontro sul suo blog, aprendo con una frase molto eloquente “La trappola. Ieri a Roma ho capito che la destra è in picchiata”.

“Eravamo stati invitati a tenere una serie di relazioni su temi culturali – spiega Valente -. Ero consapevole che l’organizzazione fosse riconducibile al centrodestra ma non mi interessava perché chiunque organizzi un evento del genere da qualche parte politica deve stare e, poiché ero stato invitato a parlare di storia, arte e cultura molisana, ritenevo che lo spazio per i nostri interventi fosse del tutto autonomo”.

“Alle 11,00 è iniziata la passerella dei politici – prosegue Valente -. In sala ho contato circa 600 persone quando ballavano i gruppi folkloristici. Quando ha parlato Iorio la gente ha cominciato a defluire. Durante l’intervento di Polverini la sala si era ridotta a circa 400 persone che hanno resistito coraggiosamente a De Matteis e Mazzuto. Sono rimasti una cinquantina di martiri delle prime due file guardati a vista dagli organizzatori. Finito il massacro logorroico, Cicchitto se ne è andato ed ha lasciato Polverini per le conclusioni ai pochi sopravvissuti. Potete immaginare la pena”.

“Finalmente, con 45 minuti di ritardo, è arrivato il momento della mia relazione. In sala un paio di centinaia di amici mentre intorno un casino da sagra della trippa. Sono stato presentato come un cantante da una presentatrice che diceva di essere molisana ma che non sapeva manco chi io fossi. Roba da pazzi. Ho dovuto fare uno sforzo sovrumano per riuscire a parlare, le zampogne che suonavano nella sala attigua. Quando ero quasi alla fine il colpo di scena – conclude Valente -. Mentre parlavo mi si è avvicinato un signore e mi ha detto: ‘Chiudi subito perché sta arrivando Alemanno’. Non ho detto ‘vaffanculo’ per rispetto dei presenti, ma l’ho pensato”.

NESSUN COMMENTO

Comments