Italiani all’estero e made in Italy, a New York il Gala Italia Special Edition

‘L’Italia del vino deve ricordarsi del suo mercato di riferimento, gli Stati Uniti’. Lucio Caputo, presidente dell’Italian Wine and Food Institute, a WineNews mette in guardia il mondo enoico dal pericolo di adagiarsi sugli allori, ‘puntando forte sul mercato cinese, ancora tutto da verificare, e perdendo terreno in Usa, dove nei primi 8 mesi 2012 il vino italiano ha fatto segnare una flessione delle vendite dello 0,7%, in quantita’, sul 2011.

A fronte della crescita di tutti i nostri competitor, dalla Francia (+18,4%) alla Spagna (+21,7%), passando per Australia (+13,3%), Argentina (+70,1%), Cile (+92,8%), Sudafrica (+146,3%), anche se in valore il calo non risparmia nessuno’. Per riprendersi la scena, c’e’ bisogno di ‘un impegno in prima persona da parte dei produttori, in modo da far ripartire le vendite delle grandi etichette e, a cascata, di tutto il comparto: se si vendono i vini piu’ commerciali e’ perche’ l’Italia e’ conosciuta come patria di Barolo, Barbaresco, Brunello, Amarone’. E l’occasione la offrira’, il 7 dicembre, il ‘Gala Italia, Special Edition’, rassegna newyorkese con i protagonisti del vino tricolore, da Biondi Santi ad Antinori, da Planeta a Ferrari, da Cavit a Zonin.

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