Italiani all’estero e Londra 2012, Petrucci apre casa Italia: ‘Più ori che spread’

Fare squadra con l’Italia, idealmente sotto i colori dell’Europa. Con un sogno: che i quindici giorni olimpici garantiscano anche la tregua dello spread. Con Westminster e il Big Ben a offrire la cartolina a effetto, l’avventura azzurra a Londra comincia con le porte aperte dell’hospitality house, sei piani del Queen Elizabeth center, declinati al tricolore per la speciale occasione. Un’Olimpiade in salita per l’Italia, costretta ad affrontare ‘un tappone di montagna sotto la bufera’, in cui ogni giorno il borsino delle medaglie scende perche’ la concorrenza sale e il Paese, quello vero, fa fatica ad arrivare a fine mese. ‘Sarebbe retorico dire che le medaglie fanno dimenticare il momento critico dell’Italia – dice il presidente del Coni, Gianni Petrucci – sentiamo la responsabilita’: vorremmo piu’ podi che spread, le vittorie dello sport danno fiducia al Paese e noi ce la metteremo tutta’. Una mission che stavolta si apre al Continente: perche’ se e’ vero che non si sfila sotto la bandiera dell’Europa, con il cuore almeno l’Italia sportiva gareggera’ anche per l’Ue. ‘Idealmente certo che corriamo per l’Europa – ci tiene a dire Petrucci, alla sua ultima Olimpiade da presidente – abbiamo anche messo la bandiera qui fuori, e nelle nostre dichiarazioni veicoleremo questo messaggio, sapendo che facciamo squadra con l’Italia e con questo governo. Augurandoci di regalare qualche sorriso in piu”. Le 27 medaglie (con otto ori) di Pechino adesso sembrano un miraggio. ‘Ieri dicevo 25, oggi 24… ogni giorno scendo – sorride Petrucci – Speriamo di fare bella figura, l’immagine positiva e’ quel che conta e noi siamo bravi in tanti sport: certo contano pure le medaglie, non bastano le pacche sulla spalla’. L’obiettivo comunque e’ rimanere nel G10 dello sport. ‘Londra per noi rappresenta una battaglia – esordisce il segretario generale Raffaele Pagnozzi – ad Atene i paesi andati a medaglia sono stati 80, a Pechino 86: qui supereremo i 90, il muro delle tre cifre a Rio. Ma vogliamo restare nella top ten’.

Tra i numeri della vigilia ci sono i 3.255.000 euro della spedizione azzurra (i viaggi incidono per 350mila, l’affitto di Casa Italia per 1.498.000): ma gli sponsor per il biennio 2011-12 hanno garantito ricavi per 12,1 milioni che hanno coperto le spese della monumentale hospitality house a Londra (pensata cosi’ anche in previsione della candidatura di Roma 2020 poi naufragata) e i costi della trasferta olimpica. Alla cerimonia inaugurale l’Italia sfilera’ 93/a, dopo Israele (confermato il minuto di silenzio per le vittime di Monaco ’72 che verra’ fatto il 28 o 29 al Villaggio in accordo con la delegazione israeliana) e prima della Giamaica (svelata la divisa Armani, con giacca e pantaloni blu in cotone e cravatta e foulard di seta stile regimental): nessun limite agli atleti, contingentati invece gli officials che per l’Italia saranno ridotti a 33. Per la sua 11/a Olimpiade da presidente, quella dell’addio, Petrucci non vuole retorica: ci tiene pero’ a ringraziare il capo dello Stato Giorgio Napolitano che fara’ sentire la sua vicinanza agli azzurri stando due giorni a Londra. Sperando che nel futuro il Paese si apra anche di piu’, snellendo la burocrazia, agli stranieri d’Italia. Perche’ il ‘cuore e’ superiore a tutto’ e non ha barriere. Batte per l’Italia, ma gioca anche per il Continente intero.

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