Italiani all’estero, dopo Brexit Garavini (Pd) vola a Londra dai connazionali

Laura Garavini, Pd

Laura Garavini, deputato Pd eletta nella ripartizione estera Europa, domenica prossima si recherà a Londra, per essere al fianco dei tanti giovani che la hanno contattata dopo il voto sulla Brexit. E sull’esito del referendum inglese commenta: “Paura per il futuro, angoscia, senso di smarrimento. E’ quanto mi trasmettono diversi cittadini italiani residenti in Gran Bretagna, soprattutto giovani, dopo l’esito del voto che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Una preoccupazione del tutto giustificata, dato che i nostri connazionali si sono ritrovati da un giorno all’altro in un Paese che ha deciso all’improvviso di non fare più parte di una comunità fatta di diritti e doveri, validi per tutti".

"Nella sola Londra – ricorda Garavini – vivono presumibilmente circa mezzo milione di italiani (anche se gli iscritti all’Aire sono circa la metà). Tra di loro decine di migliaia sono arrivati solo negli ultimi anni. Chi per studio, chi per lavoro, chi per una breve esperienza all’estero. Ma tutti con una certezza: essere di casa, perché di cittadinanza europea. Venerdì scorso si sono svegliati all’improvviso stranieri. Extracomunitari. E con una grande incognita: cosa vorrà farne di loro il Governo britannico? Potranno restare? Dovranno procurarsi un permesso di soggiorno? Ne avranno diritto o saranno necessari difficili requisiti? Potranno continuare ad usufruire dell’assistenza sanitaria? E le università? Continueranno ad assegnare le borse di studio per studenti di origini italiane o introdurranno tasse impagabili? E le multinazionali o gli istituti di credito? Cambieranno sede? Licenzieranno in massa?" .

Continua la deputata dem: "In primo luogo vorrei rassicurare tanti. E’ piuttosto improbabile che ci siano effetti immediati significativi sulla vita quotidiana degli italiani che risiedono nel Regno Unito. Il processo di uscita della Gran Bretagna dalla UE sarà abbastanza lento, prevederà un articolato negoziato su come instaurare nuovi rapporti fra l’Europa e l’ex stato membro e durerà almeno due anni. Inoltre vorrei garantire il mio impegno affinché nel corso dei numerosi negoziati che si terranno tra la Gran Bretagna e l’Europa, e successivamente, a livello bilaterale, tra la Gran Bretagna e l’Italia, si tenga conto anche dei tanti connazionali, residenti nel Regno unito, che si sentono traditi e improvvisamente non voluti, a seguito del voto britannico. Come Deputata eletta nella Circoscrizione Europa intendo fare il possibile affinché le nostre autorità attivamente coinvolte nei negoziati si adoperino per la tutela degli interessi dei concittadini residenti nel Regno Unito in modo da garantire il più possibile il permanere dei diritti acquisiti".

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