Italiani all’estero, Carozza (CGIE): 250mila iscritti a voto Comites? Non sono pochi

Si sono appena conclusi i lavori del Comitato di Presidenza del CGIE, riunito alla Farnesina negli ultimi due giorni. Un martedì e un mercoledì durante i quali i consiglieri del Cdp e il segretario generale Elio Carozza hanno affrontato diversi temi, tra cui lo stato di avanzamento delle procedure elettorali relative al rinnovo dei Comites, la partecipazione delle associazioni locali all’assemblea elettorale del Cgie, i criteri di ripartizione geografica dei consiglieri Cgie eletti all’estero, la proposta di legge sulla promozione della lingua e cultura italiane all’estero.

Ieri e oggi al ministero degli Affari esteri si è parlato di italiani nel mondo, di rappresentanza, di cambiamenti e piccole grandi rivoluzioni. Sono stati fatti bilanci e riflessioni. A fare il punto oggi, è stato il segretario generale del Cgie Elio Carozza che ha tenuto una breve conferenza stampa a margine della riunione del Comitato di Presidenza.

A poche settimane dal voto per il rinnovo dei Comites (le elezioni sono previste per il 17 di aprile e "i plichi sono pronti e stanno per partire"), l’attenzione nei confronti dei Comitati degli italiani all’estero è altissima: "Per la prima volta, per votare questi importanti organi di rappresentanza territoriale degli italiani all’estero, bisognava registrarsi preventivamente in Consolato – ricorda Carozza – oggi abbiamo i numeri: si sono registrati nell’albo degli elettori circa 250 mila persone, ovvero il 6,5% degli aventi diritto. Non sono certo pochi. E’ una percentuale, tuttavia, spiegabile e che va contestualizzata".

Carozza invita, infatti, a leggere questi numeri alla luce dei "tempi a disposizione" della "scarsa informazione" e della "crescente disaffezione per la politica" cha ha varcato anche i confini nazionali. Senza contare uno "sfilacciamento" – come lo definisce Carozza – legato ai ritardi e al blocco del rinnovo dei Comites per oltre cinque anni. "C’è chi sottolineerà che ci troviamo di fronte a un numero non soddisfacente. Ma 243mila italiani nel mondo hanno deciso di iscriversi e non è certo un dato da sottovalutare. Chi parlerà di non legittimazione vista la bassa partecipazione o non conosce bene come si è arrivati alle elezioni dei Comites o parla in malafede".

Arrivate con anni di ritardo, le elezioni dei Comites rappresentano molto di più che un rinnovo della rappresentanza. In ballo c’è tutto quello che riguarda gli italiani all’estero: "l’intera struttura della rappresentanza delle nostre comunità: Comites, Cgie, parlamentari eletti all’estero" e "l’obiettivo – ricorda Carozza – per molti è proprio cancellare la rappresentanza parlamentare".

Nel frattempo si guarda fiduciosi al voto anche se "sulla questione – dice il segretario – c’è molto ancora da lavorare. Soprattutto bisogna proporre – sottolinea – una rappresentanza che sappia cogliere i cambiamenti". Carozza ha parlato anche della necessità di "rivedere subito la legge sul voto all’estero" e ricordato che è sbagliato "aspettare le vigilie delle elezioni per ricordarsene".

Il segretario generale del Cgie fa anche una previsione sui tempi: "Credo che il nuovo Consiglio generale si insedierà a settembre". Nessuna anticipazione, invece, su chi presiederà alla Farnesina il prossimo comitato di presidenza: "Chiederemo a Renzi se vuol farlo lui" ha concluso ironico. "L’immagine del nostro Paese all’estero – ha assicurato – è molto più chiara di quella che ha chi vive in Italia".

LINGUA E CULTURA "Atro grande tema all’attenzione del Comitato di presidenza è stato quello legato alla riforma di lingua e cultura italiane all’estero – ha assicurato, infatti, Carozza – abbiamo consegnato a Governo, alle Commissioni Esteri e Cultura del Parlamento, ai Presidenti Grasso e Boldrini e ai due Comitati, la nostra proposta di legge per la diffusione della lingua e cultura italiana. Abbiamo notato la disponibilità del Senato mentre è mancato un riscontro da parte del Governo. La sensazione che ho – ha spiegato Carozza – è che gli addetti ai lavori stiano ‘sulla difensiva’". Per Carozza quella su lingua e cultura "dovrebbe essere la riforma delle riforme per gli italiani all’estero" . "La nostra proposta – ha ricordato infine il segretario generale del Cgie – inserisce il tema lingua e cultura nel quadro della promozione del Sistema Paese e dell’internazionalizzazione dell’Italia".

NESSUN COMMENTO

Comments