Italiani all’estero, Cappelli (Io Cambio-MAIE): no a chiusura consolato di San Gallo

"Un’Italia che si voglia fare rispettare nel mondo, un’Italia che desideri restare al fianco dei propri figli anche quando questi vivono oltre confine, non può decidere di chiudere ambasciate e consolati in quelle città dove è più forte la presenza delle nostre comunità all’estero". Così Pietro Cappelli, coordinatore del MAIE a San Gallo, Svizzera, e candidato alle elezioni europee con la lista Io Cambio-MAIE, nella circoscrizione Isole.
 
"Se sarò eletto mi dedicherò con impegno a riprendere in sede istituzionale la questione delle scelte del ministero degli Esteri, prese in modo unilaterale ignorando gli appelli degli organi di rappresentanza degli italiani nel mondo e mettendo in fuorigioco tutti i nostri eletti all’estero. Che non hanno avuto la forza di impedire una tale ferita al Sistema Italia all’estero, quando il loro compito è di salvaguardarlo e di promuoverlo".
 
"Se fossi eletto userei tutta la mia autorità di europarlamentare per evitare prima di ogni altra cosa la chiusura del consolato di San Gallo, che interessa circa 50mila connazionali.
Anche per questo, per garantire agli italiani residenti in Svizzera e in Europa il giusto contatto con lo Stato italiano attraverso le sue sedi diplomatiche, ho scelto di accettare la candidatura alle Europee che mi è stata offerta dal presidente del MAIE, On. Ricardo Merlo. Non so come si concluderà questa sfida, so però che la sto affrontando con passione e entusiasmo, convinto come sono che la politica serva prima di tutto per far del bene alle persone, e – in questo caso particolare – a dar voce a tutti quei connazionali che voce non hanno".

"Vivo all’estero da una vita – conclude Cappelli -, e senza consolato non so come avrei fatto a svolgere tante pratiche e a usufruire di servizi fondamentali. Non bisogna cedere a questo sopruso, non dobbiamo stancarci di  farci sentire! In nome della spending review non si possono sopprimere servizi essenziali. Porteremo la forza dei nostri numeri a rappresentare la volontà dei cittadini. E dovranno ascoltarci".

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