Italiani all’estero, Argentina: tre liste ‘nostre’ – di Marco Basti

Nei giorni scorsi é trapelata la possibilità che la FEDITALIA presenti la sua lista quando saranno convocate le elezioni politiche in Italia, inizialmente previste per marzo o aprile dell’anno venturo, anche se spesso si parla della possibilità di anticiparle a ottobre o novembre. Se la possibilità allo studio della FEDITALIA trovasse conferma, sarebbe la riedizione di una politica già messa in atto dal vertice dell’associazionismo nelle elezioni del 2006 e del 2008. D’altra parte, nelle ultime settimane l’imprenditore Domenico Di Tullio e il cantautore Piero De Benedictis hanno iniziato un giro di incontri con esponenti della collettività per spiegare la loro proposta, dando seguito all’annunciata intenzione di candidarsi alle elezioni italiane dell’anno venturo. Anche se non si sa ancora con quale sigla si presenteranno, sono stati molto chiari nel sostenere che "non andremo a Roma a stravolgere il voto degli italiani, andremo a lavorare con il governo che essi eleggeranno".

C’è inoltre la lista del Maie, il partito creato dall’on Ricardo Merlo, che nell’ultimo anno ha ampliato la sua presenza nelle altre ripartizioni della Circoscrizione Estero, creando strutture in vari paesi. Il Maie ha un accordo con l’Udc di Pierferdinando Casini, che le ha affidato i rapporti con le comunità degli italiani all’estero. Una alleanza rafforzata dalla recente visita di Casini a Buenos Aires. Va subito detto che il partito dell’on. Merlo é un’organizzazione da tempo operativa e operante, mentre Di Tullio e Piero si stanno organizzando e l’eventuale lista dell’associazionismo é ancora di là da venire.

Queste tre proposte politiche, se si renderanno concrete con la partecipazione alle elezioni, hanno in comune l’origine locale delle rispettive iniziative. Non nascono dalle forze politiche italiane, ma da soggetti o enti della nostra comunità. Si tratta di una manifestazione sui generis di localismo, fondato non sul territorio, ma sull’esperienza dell’emigrazione e dello sviluppo come persone e come comunità, fuori dai confini nazionali. Rivendicando però il legame di cultura e di valori con l’Italia.

Si tratta inoltre di una iniziativa che finora si è sviluppata con successo soltanto nell’America Meridionale, visto che il Maie ha vinto l’elezione del 2008 come aveva vinto nel 2006 la lista promossa dalla FEDITALIA. Infine la terza caratteristica che sembra accomunare queste tre iniziative é l’atteggiamento nei riguardi della politica italiana, anche se non sono proprio uguali. L’associazionismo ribadirebbe la sua posizione tradizionale: “Andiamo a Roma a sostenere il governo che eleggeranno gli italiani”. Anche Di Tullio e Piero affermano che se eletti, non andranno a Roma a stravolgere gli equilibri politici sorti dalle elezioni, anche se tengono a precisare che sosterranno chi sosterrà le proposte in favore di una politica concreta di rapporti con gli italiani all’estero. Da parte sua il Maie ha sempre sostenuto la sua indipendenza nei riguardi dei partiti politici italiani. Eventuali accordi, sostengono nel partito di Merlo, sono proprio quello, accordi tra forze politiche diverse, tra le quali ci possono essere coincidenze, ma mantenendo ognuna di esse la propria identità e indipendenza. E’ il caso dell’alleanza stretta con l’Udc, con la quale ci sono visioni comuni su tanti argomenti, compreso quello del rapporto con gli italiani all’estero.

Evidentemente queste proposte indipendenti dai partiti italiani, che hanno già dimostrato di rappresentare il sentire della maggioranza degli italiani residenti nella regione, dimostrano il distacco della politica di Roma nei riguardi degli italiani residenti all’estero e, specificamente, delle comunità dell’America Meridionale. Comunità dell’America Meridionale che, vale la pena ricordarlo, sono numericamente le seconde dietro a quelle residenti in Europa e che comprendono due paesi, l’Argentina e il Brasile, dove i cittadini ivi residenti sono numerosissimi, al punto che si tratta della prima e della quinta comunità per numero di cittadini italiani iscritti all’anagrafe, quasi un milione tra i residenti nei due paesi.

Si tratta del continente, insieme all’Oceania, più lontano dall’Italia. Una lontananza che non è soltanto geografica, ma anche politica, perché molto diversi sono stati i percorsi politici dei paesi di questo continente, rispetto a quelli dell’Europa o dell’America del Nord. Allo stesso tempo però, paesi e comunità dell’America Meridionale sono spesso più vicini culturalmente all’Italia di quanto non lo siano altre regioni del pianeta.

E’ questa la realtà dove nascono queste liste politiche locali, che certamente sono rappresentative delle nostre comunità. Per cui è facile prevedere che in caso di elezioni avranno buone possibilità di arrivare in Parlamento. Se sono rose fioriranno.

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