Italiani all’estero, Antonio Miscenà esporta la cultura italiana in uno dei festival più famosi al mondo

E’ stata presentata alla Farnesina la VII edizione del Festival Internazionale di Musica di Cartagena che dedica il programma 2013 all’Italia. Dal 5 al 13 gennaio 2013 la città colombiana ospiterà un’edizione dedicata allo stile italiano del periodo compreso tra il XIV e il XVIII secolo con l’intento di fornire un quadro d’insieme della musica italiana attraverso un excursus lungo cinque secoli: medioevo, rinascimento, 600 e 700 che hanno reso il Bel Paese il punto di riferimento del panorama musicale mondiale.

"Un evento musicale di straordinaria qualità con alcuni dei protagonisti più rinomati della musica colta – ha dichiarato il Ministro degli Esteri Giulio Terzi, in occasione della giornata di presentazione del Festival – che quest’anno è dedicato all’Italia e allo stile musicale italiano. Abbiamo quindi deciso con grande piacere di ospitare in Farnesina quest’incontro di presentazione, anche come gesto di attenzione a un paese amico qual è la Colombia – ha concluso il Ministro Terzi – che sta investendo moltissimo sulla cultura, e che sentiamo particolarmente vicino".

A guidare il Festival – organizzato e finanziato dalla Fondazione Salvi, presieduta da Julia Torres Salvi – fino al 2018 è il direttore generale del Festival Antonio Miscenà, (patron dell’Egea Record e ideatore di SuonoItalia) che ha ribadito più volte di voler aprire un ponte tra i due paesi. "Il mio impegno per questi 5 anni – ha aggiunto Miscenà, di origine calabrese- sarà quello di costruire un canale privilegiato per avviare una serie di solidi rapporti culturali tra l’Italia e la Colombia. Il programma del festival dedicato interamente all’Italia, le relazioni intercorse nella preparazione dello stesso, i rapporti avviati per altre iniziative – ha continuato Miscenà –  rappresentano un’opportunità, un’occasione di  proficui scambi  lavorativi, culturali, economici  per gli operatori italiani del settore e per  quelli colombiani".

Ampio spazio dunque dedicato alle opere musicali sacre e profane ritenute tuttora pilastri della nostra tradizione e della nostra cultura, dalle costruzioni di Vivaldi alla scuola Napoletana, fino ai maestri del Sei-Settecento: Monteverdi, Gabrieli, Stradella, Corelli, i due Scarlatti, Boccherini, Galuppi, per citarne solo alcuni. E ancora La serva padrona di Pergolesi, intermezzo buffo destinato a rivoluzionare la storia dell’opera, lo Stabat Mater e il Salve Regina dello stesso autore.

Il tutto eseguito da interpreti di primo piano, come Rinaldo Alessandrini, supervisore artistico dell’intero programma del Festival. Impegnato da più di venti anni nello studio e nell’interpretazione originale della musica del ‘600 e ‘700, dirigerà il Concerto Italiano, una delle formazioni più importanti al mondo per l’esecuzione di musica barocca. A questi si aggiungono Salvatore Accardo e il suo Quartetto, Mario Brunello, Andrea Lucchesini, Xavier Dematrie, Sara Mingardo, Maria Grazia Schiavo, Umberto Chiummo, l’ensemble Accordone, l’Ensemble Dramsam, Pentabrass, la Nuova Compagnia di Canto Popolare saranno protagonisti di una settimana ricca di concerti e non solo.

All’incontro con la stampa sono anche interventuti Luigi Maccotta, ministro plenipotenziario Sudamerica, Juan Manuel Prieto, ambasciatore di Colombia in Italia, Julia Salvi, presidente della Fondazione Salvi (Colombia) e Rinaldo Alessandrini, direttore orchestra ospite "Concerto Italiano".

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