Italiani all’estero, ‘Profonda riforme di CGIE e Comites’

Sabato 16 aprile, alle ore 13 in Europa, si è tenuta la prima riunione della Commissione “Diritti Civili, Politici e Partecipazione” del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. “Abbiamo dovuto tenere conto dei fusi orari per permettere – scrive il presidente Paolo Da Costa – a tutti i membri residenti nei cinque continenti del pianeta di intervenire via Skype. Con grande soddisfazione siamo riusciti a confrontarci sui temi che ci sono stati affidati alla Prima Assemblea del Cgie che si è svolta a Roma la fine del mese scorso”.

Paolo Da Costa (Svizzera), Guillermo Rucci (Argentina), Matteo Preabianca (Australia), Rita Blasioli Costa (Brasile), Paolo Brullo (Germania), Maria Bernasconi (Svizzera), Franco Papandrea (Australia), Edith Pichler (Germania) e Angelo Santamaria (Belgio) si sono trovati subito d’accordo sulla necessità di una riforma profonda di Comites e Cgie.

“Con la legge per il voto all’estero che dal 2006 ha portato una nostra rappresentanza in Parlamento (12 deputati e 6 senatori) – si legge nel comunicato diramato dopo i lavori della Commissione – non tutto può restare com’era prima del 2006. Anche alla luce della profonda revisione costituzionale che ci porterà al voto referendario nell’autunno di quest’anno. Le rappresentanze democratiche degli italiani nel mondo oggi sono tre: Comites, Cgie e Parlamento. Siamo a tutti gli effetti cittadini italiani che eleggono organismi democratici locali e nazionali. Occorre dare ad essi efficienza e rappresentanza territoriale con particolare attenzione al contenimento dei costi della politica”.

I membri della Commissione hanno manifestato di avvertire la pressione nel dover arrivare in tempi brevi alla redazione di un documento da sottoporre all’Assemblea del Cgie che dovrebbe riunirsi entro la fine di giugno, come recita l’ordine del giorno approvato il 24 marzo a Roma al termine dei lavori del suo insediamento. “Durante la riunione – sottolinea Da Costa – si sono registrate le difficoltà ad approfondire i punti espliciti che vanno cambiati. Ecco perché abbiamo ritenuto di chiedere la relativa documentazione al vecchio Cgie e di andare ad un confronto con i Comitati per gli Italiani nel Mondo di Camera e Senato. La valorizzazione dei Comites nei loro rispettivi Paesi, per accrescerne la rappresentanza, impegnando i Consolati a lavorare per estendere l’albo degli elettori e delle elettrici, la revisione del peso politico affidato alla delegazione del Cgie nominata dal Governo e il ruolo della Presidenza del Cgie sono le parti sulle quali ci siamo maggiormente confrontati”. E Per quanto riguarda il voto degli italiani all’estero – conclude Da Costa – “sarà opportuno una rimodulazione delle aree geografiche e dei seggi per favorire un rapporto più stretto tra parlamentari e territorio”.