Italiani all’estero, ‘Cambiare si può’ chiede revisione dell’Imu per italiani nel mondo

In quanto Italiani all’estero, chiediamo un funzionamento efficiente e moderno, con una presenza minima garantita nei luoghi tradizionali dell’emigrazione italiana, per i Consolati italiani, smantellati ed accorpati dalla recente "riforma" Frattini. Chiediamo inoltre una gestione professionale, dal punto di vista manageriale e culturale per gli Istituti italiani di Cultura, in modo che questi Enti possano diffondere efficacemente la cultura e la lingua Italiana nel mondo ed essere strumenti di inclusione ed integrazione  sociale anche tra le diverse generazioni di italiani residenti all’estero.

Chiediamo la riforma delle rappresentanze degli italiani all’estero, COMITES e CGIE per un loro efficace e trasparente funzionamento come punto di collegamento tra le comunità italiane all’estero e i vari livelli di governo italiani. Tra i compiti dei COMITES, in stretta collaborazione con le reti consolari, deve rientrare l’individuazione e la rilevazione degli italiani in emigrati in stato di necessità e di una eventuale predisposizione di interventi  mirati ad attenuare queste situazioni, anche proponendo accordi bilaterali tra l’Italia e il paese ospitante. Un altro punto importante dell’azione dei COMITES dovrà riguardare il monitoraggio e il supporto alla nuova emigrazione italiana, sempre più precaria, e la valorizzazione delle associazioni italiane presenti all’estero. Chiediamo inoltre una revisione dell’IMU, affinché i cittadini residenti all’estero possano beneficiare dell’aliquota minima per il primo immobile posseduto in Italia, purché questo sia appartenente a categorie diverse da quelle degli immobili di lusso.

Il documento é stato elaborato /approvato dalla Assemblee di Bruxelles: Luca Barzi; Marilla Boffito; Leopoldina Caccia Dominioni, Laura Fallavolita, Giuseppe Fiamingo, Pietro Lunetto ed é stato approvato dalle rappresentanti dell’Assemblea di Parigi: Elisabetta Romeo e Caterina Avanza.

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