Italia, un Paese diviso su tutto – di Emanuele Esposito

Che Paese è l’Italia? Certamente un grande Paese, ma con un milione di difetti che ci portiamo addosso dai tempi dei Romani; sì, dei Romani. Basta rileggere la storia delle trame che li hanno portati a conquistare il mondo e l’impero! Non e’ cambiata l’Italia rispetto ai tempi dei Cesari, in un certo senso e’ perfino peggiorata. Almeno allora eravamo padroni del mondo, mentre oggi non siamo più padroni nemmeno del nostro territorio!

Le trame di palazzo continuano e continueranno per decenni ancora, il caso Letta-Renzi non sara’ l’ultimo peccato; e a rimetterci saremo sempre noi cittadini, vittime di una politica economica che risponde sempre agli interessi dei potenti e mai del Paese.

In questi ultimi anni ho sentito tante belle parole di primi ministri o di presunti esperti o consiglieri di Stato. Quante ricette per far progredire l’Italia e gli italiani, quanti slogan e promesse mai mantenute! Se nessuno e’ riuscito a cambiare le cose davvero, viene il dubbio che sia perche’ quelli che stanno in alto in realta’ non vogliono che le cose cambino. Costoro si proclamano al servizio della patria e invece sono al servizio di se stessi e dei loro cortigiani.

Continuiamo a pensare che l’Italia ha grandi risorse e che solo una classe dirigente cieca e ottusa puo’ ignorarle. La cultura della terra e dell’arte e soprattutto le bellezze naturali del nostro territorio così piccolo ma così variegato, se valorizzate, sarebbero il nostro petrolio, quel tesoro che specialmente gli americani saprebbero tramutare in business e in Pil a due cifre.

Il prossimo anno ci sarà un grande evento per l’Italia, l’Expo 2015, e noi saremo forse pronti con le strutture ed efficienti con l’organizzazione, ma non saremo pronti a sfruttare questa vetrina mondiale per fare il nostro business.

Siamo un Paese diviso su tutto, anche sulle cose più semplici; c’è da aspettarsi che i politici e i conduttori televisivi, gli uni incapaci, gli altri sempre disfattisti e anti-italiani, possano alla fine rimarcare le mancanze invece di sottolineare i meriti; regalando i vantaggi di quella vetrina globale a chi avra’ fatto bella mostra di se’ e dei suoi numeri.

Che Paese e’ un Paese che non riesce a parlar bene di sè; che non sa farsi rispettare e lascia i suoi marò alla mercè di uno Stato tiranno, debole nelle alleanze (con gli Usa spende milioni per gli F35, con la Germania si mantiene suddito e pavido)! Un Paese che ha ceduto la propria indipendenza a nazioni limitrofe, che ha svenduto le sue grandi aziende e del made in Italy ha solo la casella postale.

Speriamo che si riesca in futuro a mantenere almeno la lingua! Povera Italia!

La nostra cultura contadina e’ morta, migliaia di ragazzi sono in fuga alla ricerca di un lavoro, mentre noi apriamo le porte ad altri sventurati che arrivano con l’illusione di una vita migliore. Che Paese e’ oggi l’Italia, e che Paese sara’ domani, quando i figli di questi tanti immigrati prenderanno il posto delle migliaia di giovani emigranti?

Potrà essere il M5S, che si dice determinato e rivoluzionario, capace di cambiare le sorti di questo Paese? Avrà la capacità di visione per il futuro? E’ la novità del panorama politico e personalmente io ci voglio credere. Dobbiamo credere ancora una volta che possiamo rialzarci e riprenderci quello che ci e’ stato tolto, la democrazia, la libertà, il lavoro, la speranza.

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