Israele, torna libero l’estremista di destra Hagai Amir

Mai sopito del tutto il trauma dell’uccisione di Yitzhak Rabin e’ tornato a manifestarsi con prepotenza oggi quando uno dei personaggi chiave del piu’ grave delitto politico del Paese – l’estremista di destra Hagai Amir – ha riacquistato la liberta’, dopo 16 anni di detenzione. Un evento che ha gettato la famiglia Rabin nella prostrazione.

Fedele alla sua ideologia violenta ed eversiva, Amir ha detto ai giornalisti che lo attendevano all’uscita del carcere Ayalon (Ramle) di non pentirsi affatto delle sue azioni, di esserne anzi ‘fiero’. Poi con le dita ha fatto il segno ‘V’ della vittoria, per procedere infine verso un insediamento della Cisgiordania dove alcuni familiari gli hanno dato il benvenuto.

Hagai Amir (44 anni) e’ il fratello maggiore dell’assassino di Rabin, Igal Amir, che sconta l’ergastolo in totale isolamento. Assieme avevano progettato attentati di tipo diverso. Igal credeva piu’ nella sua pistola Beretta (che avrebbe impugnato la notte del 4 novembre 1995), Hagai – influenzato dall’attentato a John Kennedy e a quello fallito a Charles de Gaulle – avrebbe preferito utilizzare un fucile M-16: ma stava ancora lavorando al mirino di precisione. A pochi passi dall’asilo nido gestito dalla madre, i due terroristi avevano messo a punto un laboratorio d’armi di carattere amatoriale, eppure professionale. La’ Hagai aveva confezionato i proiettili che avrebbero abbattuto il premier.

A spingerli all’azione era stata la firma di un accordo fra il governo Rabin e il leader dell’Olp Yasser Arafat per la estensione della autonomia palestinese da Gaza e Gerico a tutti i centri urbani della Cisgiordania. Per i fratelli Amir la sinistra israeliana ‘aveva cosi’ spalancato la porta ad un esercito di terroristi’ e, piu’ gravemente ancora, aveva rinunciato a porzioni della Terra d’Israele ‘promesse dall’Onnipotente al popolo ebraico’. Nei mesi antecedenti l’attentato Hagai Amir era inoltre impegnato a gettare i semi in Cisgiordania di una milizia di coloni.

Oggi l’ex detenuto – che secondo i servizi segreti resta pericoloso – e’ emerso con un sorriso beffardo di sfida. A sedici anni dall’attentato, il partito laburista e’ calato da 44 a 9 seggi in parlamento, mentre il numero dei coloni in Cisgiordania e’ balzato da 130 mila a 330 mila. Il governo e’ ora guidato dal principale rivale politico di Rabin di allora – il leader del Likud Benyamin Netanyahu – e i rapporti con l’autonomia palestinese sono in un binario morto.

Nel luogo dell’attentato, la piazza del municipio di Tel Aviv, si sono raccolti oggi i dirigenti del partito laburista. ‘Il seme della violenza politica rappresenta ancora una minaccia per la nostra democrazia’ ha avvertito la leader del partito, Shelly Yechimovic. Da parte sua Shimon Sheves, un ex consigliere di Rabin, ha affermato che ‘Hagai Amir avrebbe meritato di uscire dal carcere solo in una cassa da morto’.

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